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Roma, 7 nov – Uno dei cliché maggiormente utilizzati dalla sinistra liberal è il Medioevo. Il periodo storico che va, convenzionalmente, dal 476 (caduta dell’Impero romano d’occidente) al 1492 (scoperta dell’America), è utilizzato a sproposito dai globalisti come parametro negativo per denigrare il pensiero degli avversari politici, in particolare su amenità varie riguardanti i cosiddetti “diritti civili”.

“Medioevo”? L’incubo della sinistra diviene realtà

Lungi dal voler qui analizzare specificatamente il perché il Medioevo sia stato tutt’altro che un età buia, considerando la mole di testi ed opere d’arte rinvenute durante questa epoca – nella maggior parte dei casi da monaci e personaggi di quel cristianesimo che una certa vulgata storica descrive aprioristicamente ”opprimente” – i globalisti, a causa della loro stessa ideologia, ci hanno fatto ripiombare nell’età di mezzo.

Gli attentati di terroristi islamici e la pandemia di coronavirus ci riportano indietro nel tempo, facendo rivivere alla civiltà europea i momenti di maggiore crisi – ovviamente facendo dei dovuti distinguo e contestualizzando i momenti storici – quando fu minacciata militarmente dagli arabi prima (fermati da Carlo Martello a Poitiers nel 732 d.c) e dai turchi poi (sconfitti nella storica battaglia di Lepanto nel 1571) e dalla peste nera (1346-1353).

Il paziente zero è la globalizzazione

Mentre il Covid-19 arrivava in Italia e la sinistra si preoccupava del virus del razzismo mangiando involtini primavera, altri hanno giustamente sottolineato che il vero virus è la globalizzazione sfrenata. Da una parte si è scoperto che il modello che vede la mobilità incontrollata di persone e merci è fallito a discapito delle tanto vituperate frontiere, dall’altra i vari organi sovrannazionali, nel caso del Covid l’Oms, hanno dimostrato la loro totale inefficienza, sciogliendosi come neve al sole al sorgere dell’emergenza.

Ora è ovvio che il contesto storico è completamente diverso e, scientificamente, il Covid e la peste sono due virus, per fortuna, imparagonabili. Ma i costi sociali che l’Europa sta pagando sono proporzionalmente molto simili. Se il costo peggiore per il vecchio continente durante la peste è stata la tragedia delle circa 20 milioni di vittime, per l’Europa le conseguenze peggiori sono esclusivamente ascrivibili dal punto di vista economico con una recessione prevista pari a quella del secondo dopoguerra. Cioè il caso inverso dell’Europa post peste, la cui popolazione fu dimezzata dal batterio, che ottenne perciò uno sviluppo di capitale umano che contribuì al conseguente sviluppo economico che portò all’umanesimo e al rinascimento

Il fallimento della società multirazziale

Citando Karl Marx, “la storia si ripete due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. A differenza del Medioevo, oggi l’Europa è minacciata dall’estremismo islamico in modo diverso. Gli ultimi attentati di Nizza e Vienna – senza scordarsi la prima grande stagione di terrorismo islamico con gli attentati tra il 2015 e il 2018 – sono i sintomi di una malattia di cui l’Europa è affetta da tempo: il progressismo.

Il modello di società multirazziale, supportato dalla retorica immigrazionista, ha capitolato di fronte all’attentatore di Nizza arrivato in Europa su un barcone e a quello di Vienna, che era un “nuovo europeo”, con doppio passaporto, austriaco e quello macedone. Lo stesso tipo di nuovo cittadino che la sinistra, tramite lo ius soli, vorrebbe forgiare.

Mentre secoli fa l’imperativo categorico contro il nemico che proveniva dall’altra sponda del Mediterraneo era quello di combatterlo, oggi invece, al grido di “restiamo umani” viene accolto celando il suo potenziale sovversivo, in un Europa che si sta avviando ad una sostituzione etnica che, con il passare degli anni, sta creando delle bombe sociali, soprattutto  nelle periferie, delle metropoli europee. Oggi il compito delle avanguardie consapevoli è salvare la civiltà europea, stavolta dalla sua autodistruzione.

Riccardo Natale

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3 Commenti

  1. Scrivete di cose che non sapete o conoscere solo dalla censura di una parte della storia.
    Volete fare i critici e i giornalisti, di quelli che raccontano la storia e il presente e non comprendere nulla di ciò che parlate.
    Vi ricordo solo che lo 0 non certo è stato “realizzato” dai monaci o dai romani cui voi fate riferimento. Vi ricordo che tutti i libri dell’antica Grecia sono in circolazione non grazie ai vostri monaci cui esaltate e poi voi stessi non ne seguite le idee e la religione.
    Chiacchiere, solo chiacchiere

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