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Pompei, 10 ott – Si può solo immaginare la sorpresa del titolare di una agenzia di viaggi di Pompei, quando alcuni giorni fa si è visto recapitare un plico con alcuni reperti del sito archeologico accompagnati da due lettere. Tasselli di mosaico, pezzi di anfore, frammenti di marmi, che l’uomo ha consegnato ai carabinieri. Le due lettere, scritte in inglese, provengono dal Canada. In una di queste il “pentimento” di Nicole, oggi 36enne, che nel 2005 visitò Pompei quando aveva 21 anni.

Malattie e guai finanziari dopo il furto

La donna è convinta di essere stata colpita da una sorta di maledizione. “Ho preso alcuni tasselli quando ho visitato Pompei nel 2005”, si legge sulla lettera. “Ero giovane e stupida. Volevo avere un pezzo di storia che nessuno poteva avere. Non ho effettivamente pensato o realizzato cosa stessi prendendo. Ho preso un pezzo di storia cristallizzato nel tempo e che in esso ha tanta energia negativa. Persone sono morte in un modo così orribile e io ho preso tasselli legati a quella terra di distruzione. È da allora che la sfortuna ha giocato con me e la mia famiglia”. Malattie, dissesti economici, e altri gravi incidenti hanno colpito lei e la sua famiglia. “Ora ho 36 anni e ho avuto il cancro al seno due volte, l’ultima volta finito in una doppia mastectomia. Io e la mia famiglia abbiamo anche avuto problemi finanziari”.

Nicole chiede perdono agli Dèi

Nicole vuole evitare di passare la sua maledizione ai suoi figli e per questo chiede perdono. “Siamo brave persone e non voglio passare questa maledizione alla mia famiglia o ai miei bambini. Per questo perdonatemi per il gesto fatto anni fa, ho imparato la lezione sto chiedendo il perdono degli Dei. Voglio solo scrollarmi di dosso la maledizione ricaduta su di me e la mia famiglia. Per piacere accettate questi reperti così da fare la cosa giusta per l’errore che ho fatto. Mi dispiace tanto, un giorno tornerò nel vostro bellissimo paese per scusarmi di persona”.

Anche due amici di Nicole si “pentono”

Ma Nicole non è l’unica a voler restituire dei reperti rubati con il convincimento che portino “sfiga”. L’altra missiva recapitata presso l’agenzia di viaggi è firmata da due suoi amici, Alastain e Kimberly G. Questo un passaggio della lettera: “Vi restituisco queste pietre che io e mia moglie abbiamo preso mentre visitavamo Pompei e il Vesuvio nel 2005. Le abbiamo prese senza pensare al dolore e alla sofferenza che queste povere anime abbiano provato durante l’eruzione del Vesuvio e la morte terribile che hanno avuto. Siamo dispiaciuti e per piacere perdonateci per aver fatto questa terribile scelta. Possano le loro anime riposare in pace. Chiediamo il vostro perdono”.

Davide Romano

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2 Commenti

  1. Queste persone hanno capito l’ ESSENZA della nostra cultura millenaria GRECO/ROMANA , meriterebbero la cittadinanza per IUS CULTURAE .

    Ovviamente la sfortuna non deriva necessariamente dal gesto , è un CASO …. ma , i nostri
    antenati chiamavano il CASO , FATO .

    Auguro a Nicole un futuro migliore e la fine delle sue ambasce .

    ut volens propitius tibi esse deum .

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