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Roma, 9 dic – L’ennesimo sondaggio farlocco, l’ennesima baracconata vestita da emergenza planetaria: gli italiani ambiscono ad avere un uomo forte al comando. Spuntano meccanicamente i vegliardi che ammoniscono queste generazioni di fascisti schifosi che loro, i vegliardi, l’uomo solo al comando lo hanno provato ed è stato mostruoso. Si riferiscono ovviamente a Benito Mussolini e alla barbarie di Piazzale Loreto, monito per tutti coloro che oggi, decenni dopo la fine di quel periodo, non intendono schierarsi dalla parte dei partigiani di ieri, di oggi e di sempre. Dunque, l’idea pruriginosa secondo la quale i “mostri” ritornano e v’è bisogno della costante presenza di sentinelle, o sardine, pronte a vigilare su di noi e pronte a dare attuazione a leggi speciali che nessun parlamento speciale ha mai partorito.

Ancora con la destra ignorante

E soprattutto, nessun sindacato del popolo italiano ha fatto scattare l’emergenza di cui si preoccupano tanto le sardine sentinelle. Niente di niente. Ci sono solo loro, ci sono solo le loro paturnie, le loro fissazioni, la loro supponenza e il loro odio atavico verso il mostro che non si piega al loro volere, e si tratta sempre ed immancabilmente dell’uomo di destra incolto, rozzo e maiale. Figuriamoci se dobbiamo preoccuparci dell’uomo forte (se fosse donna, statene certi, nessuno avrebbe pigolato) che vuol governare. E a cos’altro dovrebbe ambire chiunque faccia politica, se non al potere esteso e diffuso che gli permetta di dare attuazione al programma che la maggioranza dei votanti ha votato?

Ed è il passaggio del voto e della preferenza degli italiani che viene sempre dimenticato, memori, i sinistri, delle bastonature arrivategli dai rozzi popolani a cui, sempre i sinistri, vorrebbero imporre il test di certificazione culturale per poter entrare nella cabina a sbarrare il partito preferito. Supponendo, sempre nella loro logica malata, che chiunque non li voti non sia in grado di superare un test di logica o di cultura generale. Solo la sinistra legge. Solo la sinistra ha degli autori di riferimento degni d’esser tali. In soldoni, solo chi è di sinistra dovrebbe avere il diritto di voto.

L’antisalvinismo e il vuoto pneumatico delle sardine

Il losco figuro che rappresenta il rampante uomo forte al comando si chiama Salvini, ieri si chiamava Berlusconi e domani sarà l’altro erede della destra italiana, un po’ pasticciona e un po’ arruffona, che però immancabilmente ottiene consenso e non demonizza. Il punto fondamentale è per forza questo, è sempre questo. Adesso la logica cialtronesca è di trovarsi in piazza stretti come sardine per intonare Bella Ciao e rifiutarsi di stilare un programma politico concreto e credibile. La moda consiste nel fare rete, nell’unirsi come un sol corpo, nell’abbraccio fraterno e nell’arcobaleno come stile di vita, eppure anche questi nuovi soloni dovranno fare i conti con la realtà che prevede che uno solo emerga e che questo qualcuno funga da calamita di consensi. Altrimenti la domenica in piazza risulterà fine a sé stessa, inutilmente dispersiva e banalmente retorica col solito ritornello degli indignados che fanno i girotondi.

La censura in nome dell’odio

Cosa c’è di diverso tra la partecipazione democratica fintamente perbenista delle sardine e la partecipazione democratica dell’oltre 50% di italiani che attualmente non intendono votare a sinistra? Niente. Ma per loro c’è tutta la differenza del mondo perché sempre loro, cazzeggiatori seriali freschi d’Erasmus, hanno deciso di avviare l’ennesimo fuoco di sbarramento contro i cosiddetti fomentatori d’odio, contro coloro che utilizzano il linguaggio dell’odio. “Odio” che, pur essendo democratico come l’amore, va represso nel nome dell’imbecillità politicamente corretta. Senza quindi poter dare il fatto suo alla Gretina che minaccia siccità mentre Venezia ancora deve svuotarsi dell’ultima pioggia, senza poter rispondere alla signora Segre che l’uomo solo al comando che invade i suoi sonni trasformandoli in incubi non sarà Matteo Salvini, né Giorgia Meloni.

Lorenzo Zuppini

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