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Roma, 2 dic – L’Occidente, capitanato in questo momento storico dall’Unione europea, è davanti ad una domanda sulle sorti della società stessa: come abbassare l’età media e rivitalizzare la popolazione? Davanti questo quesito si scontrano due macrosistemi: quello della natalità locale e quello dell’integrazione sui flussi migratori.



La Grande Sostituzione nelle parole di David Sassoli

Alcuni giorni fa il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, ha dichiarato: “Se sapremo mostrare che siamo uniti e in grado tutti insieme di gestire la nostra frontiera esterna che non è solo italiana, greca, spagnola, ma è frontiera comune; se saremo in grado di farci carico insieme dell’accoglienza delle persone che ci chiedono protezione, di combattere insieme ai nostri partner i trafficanti di vite umane, di rimpatriare con dignità chi non ha diritto di soggiorno legale, ma allo stesso tempo di aprire canali regolari perché le nostre società che invecchiano possano crescere con il contributo di chi arriva da lontano”.

Campi rom e banlieue: il fallimento dell’integrazione

L’Italia, per morfologia, è un porto sul Mediterraneo. I flussi migratori sono un fenomeno storico, sociale, naturale. Il grande problema è l’induzione forzata per un “bisogno” europeo. Richard Coundenhove-Kalergi, filantropo massone giappo-austroungarico del ‘900, aveva già identificato la terra europea come Pan-Europa, patria dell’uomo “nuovo”. Abbiamo potuto notare sulla nostra pelle il fallimento dell’integrazione, ad esempio, delle comunità sinti in Italia con dei piani che si sono fermati anni addietro: quello che doveva essere un esperimento, i campi rom, è miseramente fallito. O in Francia, con le banlieue: agglomerati urbani dove spesso vengono inserite personalità di tipo africano e diventano, alcune volte, luoghi di disagio generale. L’immigrazione può essere tutto, tranne che una cosa forzata. L’integrazione indotta in cattività crea fenomeni di disparità sociale e, nei peggiore dei casi, atti criminosi per la mancanza di sentimento comune (fenomeno del jihaidismo: poiché non si ha altro in cui credere, neppure nella società stessa).

Sostegno alla natalità, questo sconosciuto

A volte, basta guardare verso destra – alla Turchia – l’immigrazione e gli immigrati sono vere e proprie armi di riscatto: l’Onu stima che nei 120 chilometri di confine terrestre fra Grecia e Turchia ci fossero circa 13 mila persone. Il succo: se l’Unione Europea non avesse ceduto ulteriori aiuti finanziari e l’accesso all’area Schengen per i cittadini della Turchia di Erdogan, avrebbe aperti i cancelli. Parlando invece della natalità sappiamo che i fondi a sostegno di questa in Europa sono in modo sostanzioso più bassi di quelli destinati alla gestione dell’immigrazione. Il tasso di natalità è uno dei più bassi al livello storico nel ventennio che viviamo, anche in funzione del costo alto della vita e del fattore di una induzione all’emigrazione. Il cittadino europeo ad oggi non è stimolato da politiche europee ad alzare il numero di figli. Possibile che sia per usi, costumi e bisogni nettamente differenti dai nostri antenati. Proprio come diceva della società nichilista e post-nichilista, Julius Evola, lo smarrimento sarà all’ordine del giorno, anche se l’individuo ha il dovere morale di “cavalcare la tigre”. Ma la domanda da un milione di euro che bisogna porsi, dopo le considerazioni ai posteri: l’immigrazione è davvero una soluzione?

Enrico Maria Casini



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2 Commenti

  1. no,l’immigrazione non è affatto una soluzione.
    è già adesso,e diventerà in un prossimo futuro IL MASSIMO PROBLEMA dell’europa,
    e causerà tensioni sociali fortissime,problemi a non finire..
    e molto,moltissimo versamento di sangue.
    NON si può integrare gente che di noi non ne vuole sapere:
    gente che ci disprezza,che ci ritiene deboli,vecchi,stupidi e facili prede.

    ci vedranno sempre e solo come deficienti da derubare,vacche da mungere,imbecilli da sfruttare o gazzelle vecchie da predare,
    e non riconosceranno mai,le nostre leggi,la nostra cultura
    e la nostra religione:cercheranno anzi di imporre le loro,a breve:
    perchè ci percepiscono deboli,e
    il debole NON governa MAI,da nessuna parte…
    sul forte.

    le colpe di questo sfacelo sono tante e distribuite,
    ma quello che ha dato il via a tutto è stato il femminismo.

    SUA è la colpa della scarsità delle famiglie (perchè spinge le donne a sposarsi tardi)

    SUA è la colpa della distruzione di quelle che ancora si fanno (per il divorzio facile e scorticamariti)

    SUA è la colpa della scarsità dei figli (perchè le donne si sposano tardi si sposano tardi e non vogliono impegnarsi nei figli)

    SUA è la colpa dell’allontanamento degli uomini dall’idea di famiglia (per i motivi sovraesposti)

    SUA è la colpa della sempre più diffusa misandria che permea la nostra società
    (che fa scappare ulteriormente sia agli uomini che alle donne OGNI desiderio di impegnarsi in qualunque cosa…a cominciare da una storia seria)

    e quindi in definitiva,
    SUA è la colpa della decadenza di tutto l’occidente:
    DEL FEMMINISMO,degli imbecilli che gli sono andati dietro (compresi ominicchi e partiti politici,per squallidi interessi di bottega)
    e della LARGA maggioranza della popolazione femminile,che ha appoggiato questa ideologia distruttiva senza il minimo alito di protesta.

    il risultato è sotto gli occhi di tutti…
    e diventerà MOLTO peggio,entro pochi anni:
    perchè non si vede la minima presa di coscienza dell’enormità del problema,
    e perchè NON è affatto detto che si riuscirà a tornare indietro,
    visto che adesso sono gli uomini stessi,che si stanno allontanando.

    perchè noi uomini siamo da sempre il baluardo…
    sia direttamente come difensori dello status quo,
    sia per il nostro essere costruttori di famiglie,di imprese,di cultura
    e di valori:
    e quando il baluardo smette di essere tale perchè gli hanno tolto OGNI motivazione ad esserlo,
    le cose si fanno MOLTO scomode:

    si è già visto in svezia e in germania,come va a finire quando gli uomini autoctoni
    non sono più disposti a rischiare per difendere una società (e delle donne)
    che li disprezzano:

    quindi che posso dire?
    da soli ci si sono messi,e da soli si tireranno fuori,se ci riescono.
    ma comunque è certo che saranno le donne,le femministe e gli ominicchi in primis,
    (oltre che i partiti politici)
    a pagare il prezzo delle scelte scellerate che hanno fatto:
    perchè se sperano di mandare ancora noi a versare sangue per difendere i loro diritti,
    stanno freschi.

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