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Che la svastica (correttamente: lo Swastika) sia stato il simbolo della Rivoluzione hitleriana è chiaro un po’ a tutti. Meno chiare e meno conosciute sono le origini ancestrali di questo simbolo universale, che si perdono nella notte dei tempi. La ritroviamo un po’ in tutte le culture e tradizioni dei popoli civili del passato come quella greco-romana ma anche, e forse soprattutto, in quelle indù e cinese. Non mi dilungo in particolari esegesi del simbolo, in quanto esistono diversi testi che ne danno una spiegazione esaustiva. C’è solo da dire che è un simbolo solare di buon auspicio.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di giugno 2021

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Un simbolo controverso

Sicuramente per questo motivo, l’imperatrice Aleksandra Fëdorovna Romanova, moglie dello zar Nicola II, imprigionata dai bolscevichi con sentenza capitale nella casa Ipat’ev a Ekaterinburg, ne tracciò una sull’intelaiatura di una finestra. Si dice che l’imperatrice desse molta importanza alle dottrine esoteriche di quel periodo, tra cui la teosofia. La Società teosofica, fondata da Madame Blavatsky, era infatti un movimento di stampo filosofico-occultistico caratterizzato da un estremo sincretismo religioso e simbolico. Fu tra l’altro il primo movimento a fare «suo» il concetto di razza ariana.

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La svastica, però, non è legata solo ed esclusivamente a concetti occulti razziali. Infatti essa venne introdotta anche nella simbologia ufficiale russa, in particolare dalla giovane Repubblica russa che governò l’ex impero tra marzo e settembre 1917. Il 24 aprile di quell’anno, le autorità di allora introdussero delle banconote da 250 e 1000 rubli che, dietro all’aquila bicefala «senza corona», mostravano appunto una svastica. Concepita come simbolo militare, venne adottata sia dall’esercito rosso ma anche da quello bianco. Infatti Aleksandr Kolčak, ammiraglio dell’Armata bianca antibolscevica, accolse proprio la svastica sulla sua bandiera a sfondo rosso, al centro della quale stavano l’aquila bicefala sopra alla svastica stessa.

La svastica nella Russia comunista

Per quanto riguarda i rossi, ci sono poche informazioni. Esiste un’ordinanza (n. 213) emessa a Saratov il 3 novembre 1919 e firmata sia dal Comandante del fronte sudorientale Shorin, sia dal membro del Comitato militare rivoluzionario Trifonov, oltreché dal capo di Stato maggiore Pugačev, che prevedeva l’introduzione nel corpo ufficiali delle unità calmucche sovietiche della Rkka (acronimo per Armata rossa dei lavoratori e contadini, in seguito più comunemente chiamata Armata rossa) di un distintivo di stoffa recante la svastica, la sigla Rsfsr (Repubblica socialista federativa sovietica russa) e la stella, il tutto coronato da fronde grigie in un rombo rosso. Sembra anche che, oltre ai calmucchi, anche le unità…

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3 Commenti

  1. Avevo un modellino di un monoplano Fokker finlandese degli anni 40 con la svastica azzurra, credevo fosse un’emulazione nazista per la guerra contro i russi, invece ho poi appreso che (caso davvero incredibile) l’aviazione finlandese ha usato la svastica sui suoi aerei fino all’anno scorso.

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