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Roma, 20 giu – Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Per una volta la proprietà commutativa dell’addizione può essere applicata anche al poco matematico mondo del calcio. Merito, soprattutto, del nostro selezionatore Roberto Mancini – e del suo staff, tutta gente che “qualcosa” ha vinto in carriera – il quale ha trasformato un insieme di onesti pedatori in un gruppo che migliora a vista d’occhio, si affiata partita dopo partita e soprattutto ha imparato a nascondere, o comunque a minimizzare, i limiti individuali. La bontà del seminato è tutta nei frutti raccolti: i record raggiunti (30 risultati utili consecutivi), la qualificazione con un turno d’anticipo e il primo posto nel girone. Rendendo l’1-0 di Italia – Galles quasi superfluo.



La forza del lupo è il branco. La forza del branco è il lupo

Oltre allo spogliatoio, i singoli giocatori. Volendo citare il “libro della giungla” di Rudyard Kipling, l’impressione è che, in campo, ognuno degli interpreti sia messo nelle condizioni di dare il meglio di sé. Nella foresta azzurra non troviamo il re leone – Kroos, Pogba, Mbappé, Lukaku, CR7 o chi per loro – ma un branco famelico ora pronto a sfidare compagini ben più quotate.

Assodato che la difesa fosse il nostro punto di forza, centrocampo e attacco hanno stupito anche gli addetti ai lavori più lungimiranti. In mezzo, nonostante le assenze di papabili titolari come Zaniolo, Sensi e Pellegrini, le prime uscite continentali sono state da applausi. Davanti se Berardi-Immobile-Insigne si sono dimostrati componenti di una perfetta miscela esplosiva, non va dimenticato il potenziale della “quarta scelta” Federico Chiesa. Per dirla con Ranieri “l’Italia gioca come un club, è un’orchestra perfetta”.

Italia Galles: la partita

Come anticipato in apertura, per Italia Galles tra gli azzurri spazio ai meno utilizzati finora. Reparto difensivo composto da Donnarumma – tra i pochi alla terza presenza – in porta, Toloi, capitan Bonucci, Bastoni e Palmieri i quattro dietro. Mediana composta dal giovane Pessina, Jorginho e il rientrante Verratti. Tridente sabaudo: Chiesa e Bernardeschi ai lati del gallo Belotti. Lutto al braccio in ricordo dell’ex presidente juventino Boniperti.

Nel 3-4-3 del Galles – alla ricerca di punti qualificazione – regolarmente in campo lo juventino Ramsey e il capitano Gareth Bale. Quest’ultimo, in particolare, non sarà più il tornado che un decennio fa si presentò al grande calcio facendo vedere i sorci verdi a Maicon e Zanetti ma riesce ancora ad essere una pedina dall’importante peso specifico.

Prima del calcio d’inizio la selezione britannica segue la moda del momento e si inginocchia: la maggioranza dei nostri (6 su 11) invece rimane in piedi non piegandosi ai dettami del politicamente corretto. L’Italia inizia al piccolo trotto e non riesce a sfondare. Primo sussulto solo al 23′: Bernardeschi recupera palla, combina con Chiesa ma Belotti strozza troppo la conclusione e la sfera finisce a lato. Risponde poco dopo Gunter, pericoloso di testa da azione d’angolo. C’è bisogno di un calcio da fermo per sbloccare il risultato, Verratti pennella a centro area dove Pessina anticipa tutti e fa 1-0.

Il “solito” secondo tempo

Seconda frazione a tinte ancora più azzurre. Subito il cambio Bonucci – Acerbi (la fascia va a Verratti) poi il palo esterno di Bernardeschi dai 30 metri e il rosso a Ampadu, che costringe i suoi all’uomo in meno. La gestione dell’incontro è totale, ancora una volta siamo padroni della gara: sintomo che il cervello è sempre acceso e la gamba tonica. A un quarto dal termine – mentre l’oggi indisponente Bale sbaglia un gol da Gialappa’s – doppia sostituzione: fuori Jorginho e Bernardeschi dentro Cristante e Raspadori. Esce Pessina per Castrovilli e ci sono minuti simbolici anche per il “dodicesimo” Sirigu.

Vinciamo (undicesima di fila senza subire gol) quindi un girone che vede i gallesi secondi a parimerito degli svizzeri, ma avanti a loro per differenza reti. Zero punti, invece, per i turchi.

In attesa dei risultati degli altri gironi l’unica certezza è l’appuntamento a Wembley, dove sabato 26 alle ore 21 affronteremo la seconda del girone C, ossia una tra Austria e Ucraina. Gli azzurri si sono presentati alla prima sessione di esami europei passando quindi a pieni voti. A sostenerli un’intera nazione che no, non ha nessuna voglia di fermarsi. Perché accontentarsi del 30 quando si può puntare alla lode?

Marco Battistini



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