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Ucronia: quando la narrativa riscrive la storia e fa tremare le gambe

by Carlomanno Adinolfi
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Ucronia

Il termine ucronia fu inventato nel 1857 dal filosofo francese Charles Renouvier. Fu coniato a partire dal termine utopia, in greco «nessun luogo» (ou = non, topos = luogo), per significare a sua volta «nessun tempo» e descrivere un genere letterario che si occupasse di tempi mai esistiti. In poche parole, di storie che raccontano cosa sarebbe successo se un determinato evento fosse andato in modo del tutto diverso rispetto a come è andato realmente.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2021

Gli inizi del genere

Si tratta quindi di storia alternativa, termine con cui il genere è conosciuto Oltremanica e Oltreoceano. Prima di Renouvier, tuttavia, il genere già esisteva. Ne registriamo alcuni casi già nei tempi antichi: Tito Livio, ad esempio, ha immaginato un mondo in cui Alessandro Magno si è spinto verso Occidente invece che verso Oriente. Ma in tempi più recenti quello che forse può essere visto come il primo romanzo ucronico della storia riguarda proprio Napoleone. Parliamo di Napoléon et la conquête du monde, 1812 à 1832: Histoire de la monarchie universelle, libro scritto nel 1836 da Louis Geoffroy, scrittore francese devoto a Napoleone, che immaginò un mondo in cui l’imperatore francese vince la Campagna di Russia nel 1812 per poi invadere l’Inghilterra nel 1814, e da lì conquistare tutto il mondo, creando una monarchia universale sotto la sua corona.

Leggi anche: Arriva in libreria L’occhio del Vate, l’imperdibile romanzo-thriller su D’Annunzio

Ucronia politicamente scorretta

Con genio visionario degno di un Jules Verne, Geoffroy immagina l’avanzamento tecnologico sotto il regno universale napoleonico preconizzando depuratori marini, macchine da scrivere e dirigibili volanti a energia elettrica. È facile capire come l’ucronia possa essere sfruttata per dare libero sfogo alla propria visione ideologica, descrivendo mondi immaginari in cui l’idea per cui ci si batte diventa predominante. Citiamo, ad esempio, l’Utopia pirata di Bruce Sterling, in cui si immagina un mondo anarco-pirata generato dalla vittoria assoluta di D’Annunzio e degli arditi in una Fiume tecnologicamente avanzata. Qua Sterling tratteggia un D’Annunzio molto più reale di quello un po’ burlone e un po’ dandy vagheggiato da alcuni autori ucronici, che sognano un Vate che fa la marcia al posto di Mussolini, creando un regime di simpatici artisti con un libertarismo più da «buona destra» complessata che non da pirata guerriero artecratico – i cui estremi umani e anche politici erano forse anche più estremi di quelli fascisti. Sterling è, insieme a William Gibson, non solo il padre del cyberpunk, ma anche dello steampunk, genere ucronico che immagina…

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2 comments

fabio crociato 16 Maggio 2021 - 10:47

Con i se e con i ma non si fa la Storia! Ucronia fa pure rima con rogna (etim. incerta!)… Verità + battuta a parte, buon lavoro.

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Ucronia: quando la narrativa riscrive la storia e fa tremare le gambe 16 Maggio 2021 - 12:24

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