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Roma, 16 nov – Spaccati sotto le macerie della pandemia, quella del Covid-19, l’unico modo per ricomporre un tessuto sociale frammentato è la riorganizzazione della società. Di eventi preoccupanti e bislacchi ne abbiamo visti a bizzeffe: dalle multe per un bacio a Forte dei Marmi, Toscana, a scontri duri dopo manifestazioni cruente e pregne di disperazione come quelle di Napoli e Roma, fino a esibizioni di gruppi “complottisti” No Mask. L’opinione pubblica è spaccata fra i negazionisti e i filo-governo. La “comunicazione lineare” – detta alla premier Giuseppe Conte – del governo fa vivere la popolazione in un clima fra l’ostilità, la diffidenza e la non-comprensione.

Come passeremo il Natale?

Fra colori sgargianti, non quelle delle luci di Natale, ma quelli dell’Italia giallo-arancione-rossa, c’è un dibattito che pervade la rete nazionale dell’informazione: come passeremo questo Natale 2020? Pareri contrastanti all’interno dello stesso governo e stesso vicariato pubblico, il ministero della Salute capeggiato da Speranza, gettano la discussione del caos più totale: da una parte c’è il sottosegretario Pierpaolo Sileri che ammette che “andranno evitati pranzi familiari” ma appena qualche giorno dopo: “Sotto tono, ma secondo me si potrà anche invitare qualcuno a casa” a Rai Radio 1 a Un giorno da Pecora. La collega, con il medesimo ruolo da sottosegretario, Sandra Zampa dice la sua: “A Natale a tavola solo parenti di primo grado“.

Nel solco di Orwell

Insomma, di linee ufficiali neanche l’ombra. Forse una speranza nel fare uno strappo alla regola il 24 notte, alla vigilia di Natale, ma anche questo non trova riscontro cartaceo. L’assenza totale di dialogo fra parti dello stesso esecutivo pervade qualsiasi canale di informazione, quasi come se fosse orientato al disorientamento. Tutto assomiglia all’ormai stracitato 1984 e al bispensiero. Nel mondo distopico di George Orwell, nell’Oceania, una delle tre superpotenze in equilibrio permanente fra loro, il SocIng (socialismo inglese, dittatura imperante in Oceania) richiedeva ai membri dell’unico Partito, quello del Big Brother, la capacità e lo sforzo del bispensare.

Il bispensiero non è altro che rimuovere a piacimento del partito gli eventi precedenti, e riaggiornarli con nuovi sulla nuova linea con l’impostazione della società. Un esempio: se oggi entriamo in guerra con l’Eurasia, noi siamo in conflitto da sempre con l’Eurasia; se ricordiamo amica la superpotenza Eurasia, sbagliamo perché non è mai stato così. Insomma 2+2 non per forza fa 4. A volte 3. A volte 5. E’ quello che ci è chiesto dopo la crisi pandemica ancora non passata? In parole povere, aspetteremo fino all’ultimo per festeggiare una festa, con o senza i nostri cari.

Enrico Maria Casini

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