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Roma, 16 set – L’acciaio di Terni torna di proprietà italiana. La multinazionale tedesca ThyssenKrupp ha infatti annunciato di aver ceduto Acciai Speciali Terni (Ast) al gruppo Arvedi. Una svolta importante e che in qualche modo inverte la tendenza a cedere i nostri asset. Certo, non si tratta propriamente di un ritorno in grande stile dello Stato, parliamo di un colosso del settore siderurgico che acquista da un altro colosso. Eppure stavolta a spuntarla è stata un gigante italiano dell’acciaio. Ed è un’ottima notizia anche perché fino a pochi mesi fa l’acciaieria rischiava addirittura la chiusura.



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ThyssenKrupp vende ad Arvedi: come l’acciaio di Terni è tornato italiano

Ad annunciare la cessione dell’acciaieria di Terni è stato direttamente il gruppo ThyssenKrupp, con una nota pubblicata sul proprio sito. “La vendita di Acciai Speciali Terni (AST), inclusa la relativa organizzazione commerciale in Germania, Italia e Turchia, alla società italiana Arvedi, raggiungendo così un nuovo traguardo nel riassetto del gruppo”, si legge nella nota. “È stato concordato di non divulgare il prezzo d’acquisto. La transazione è soggetta all’approvazione del Consiglio di Sorveglianza di Thyssenkrupp AG e all’autorizzazione dell’autorità antitrust europea”.

La cessione non è comunque una sorpresa, perché in atto c’era una trattativa con due gruppi italiani che puntavano a rilevare l’Ast: Arvedi e Marcegaglia. A spuntarla è stato il primo. Tra le offerte c’era però pure quella dei cinesi di Baosteel. Già tra i le più importanti realtà siderurgiche europee, con Ast il gruppo Arvedi cresce ulteriormente e ha annunciato notevoli investimenti proprio in relazione all’acquisizione dell’acciaieria ternana. Quest’ultima, con un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro nell’esercizio 2019/2020, impiega 2.700 dipendenti.

Giorgetti: “Così rilanciamo l’acciaio italiano”

“Il Governo ha seguito con la dovuta attenzione e discrezione la vicenda e oggi siamo soddisfatti per il risultato positivo della vendita dell’Ast. Questa conclusione rappresenta un tassello importante per la valorizzazione e il rilancio dell’acciaio italiano”, dice il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “Accogliamo con favore che la proprietà passi a un gruppo italiano e auspichiamo che questo si traduca anche in uno sviluppo dell’area industriale e in una tutela per il territorio interessato. Facciamo i nostri auguri ai lavoratori che possono guardare al futuro con fiducia e all’azienda per l’impegno e la sfida”.

Alessandro Della Guglia



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1 commento

  1. E allora non potevamo far tornare italiano anche quello di Taranto anziché regalare soldi dei contribuenti italiani, il 38% delle quote, ai francesi lasciandogli pure il controllo perché con il 38% sei in minoranza?

    Acciaierie d’Italia solo di facciata.

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