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Roma, 19 dic – Dopo mesi di trattative e con una dote da 3 miliardi di euro, la nuova Alitalia è pronta a spiccare il volo. Lo fa con l’ultimo piano industriale, presentato ieri dall’ennesima “newco” – Ita, Italia trasporto aereo – sorta, con capitali pubblici, dai bassifondi in cui la compagnia era sprofondata a pochi anni dalla privatizzazione.



Alitalia riparte: flotta e dipendenti dimezzati

La pandemia ha costretto a terra numerosi vettori, con cali che sono arrivati in certi momenti ad interrompere le operazioni di volo. Uno scenario a dir poco problematico, dunque, nel quale si presenta quella che si candida a tornare compagnia di bandiera.

La crisi del settore rappresenta però anche un’opportunità da cogliere. Non tutti, infatti, hanno la possibilità di ripartire da zero. Il perimetro entro il quale Alitalia si muoverà è quello che fa seguito ad una seria cura dimagrante: 52 (rispetto agli attuali 104) gli aerei che solcheranno i cieli e dimezzati anche i dipendenti, che passeranno dai 10.500 di oggi a 5.200-5.500. La flotta sarà orientata a servire il breve e medio raggio: solo 6 i mezzi destinati ai voli intercontinentali, già in fase di ripartenza negli ultimi giorni.

Il piano guarda al 2025

Se quest’ultima circostanza può far sorgere più di qualche dubbio sulla consistenza del piano, va detto che i numeri riguardano il solo 2021. Il nuovo “anno zero” di Alitalia, che punta però al 2025. Entro quella data la flotta tornerà a crescere: si parla di oltre 110 velivoli, di cui 80 di nuova generazione (fra gli altri si parla, proprio per puntare sul lungo raggio, dei Boeing 787 che dovrebbero battere la concorrenza degli Airbus 350) capaci di garantire anche consistenti risparmi dal punto di vista operativo e di 9.500/10mila dipendenti.

“La profittabilità – ha spiegato l’amministratore delegato Fabio Lazzerini – è l’obiettivo numero uno. Abbiamo un target di break even (il punto di pareggio operativo, ndr) prima dei costi della flotta nel 2022 ed un Ebit (il reddito operativo ante imposte e oneri finanziari, ndr) positivo nel 2023“. Alitalia, ha proseguito, deve considerarsi al pari di una startup, puntare alla flessibilità “per crescere insieme alla crescita del mercato. Stiamo costruendo un’azienda che sarà estremamente piatta, poco gerarchica così da portare il più possibile la decisione vicino a chi ha un ruolo operativo”. La partita si giocherà anche sull’individuazione di un partner commerciale: interlocuzioni sono in corso con Lufthansa, Delta ed Air France.

Filippo Burla



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