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Roma, 6 gen – I Titoli di Stato italiano battono, ancora una volta, Mes, Recovery Fund e tutto l’armamentario “pandemico” messo in piedi dall’Unione Europa. A questo giro è il Btp a 15 anni a fare il tutto esaurito sui mercati.

Vola l’emissione del Btp a 15 anni

Collocato ieri sul mercato dal ministero dell’Economia, il Btp a 15 anni (scadenza 1 marzo 2037) ha fatto letteralmente il botto. A partire dalla domanda: a fronte di 10 miliardi in collocamento, sono giunte al dipartimento del Tesoro richieste per oltre dieci volte tanto: 105 miliardi di euro.

A fronte di una domanda così elevata, il calo del rendimento non poteva che seguire: 0,95% la cedola strappata (in due tranche semestrali, come per ogni Btp). Ancora meglio è andata sul mercato secondario, dove il rendimento è ulteriormente sceso a fine giornata allo 0,86%. Praticamente la metà rispetto a 6 mesi orsono, mentre è quasi impietoso il confronto con i massimi di aprile, quando il Btp a 15 anni quotava (sempre sul secondario) a 2,28%.

Nonostante un Prodotto interno lordo che a chiusura del 2020 potrebbe arrivare a sancire una chiusura in negativo in doppia cifra e un debito destinato, secondo le previsioni, a sfiorare il 160% del Pil, la rete di sicurezza predisposta dalla Bce continua a reggere. E lo fa sempre meglio. Dimostrando, peraltro, che i discorsi sulla presunta “credibilità” – stanti i numeri appena citati – stanno a zero: quando la banca centrale fa, sia pur incidentalmente, il proprio mestiere di prestatore di ultima istanza allora non c’è santo che tenga.

Perché il ministero dell’Economia tiene il freno a mano tirato?

Resta a questo punto solo una domanda. Di fronte ad una monetizzazione (di fatto) che “scuda” qualsiasi emissione, per quale motivo dal ministero dell’Economia sembrano tenere sempre il freno a mano tirato? La distanza – 95 (novantacinque!) miliardi – fra domanda e offerta, da fattore positivo, diventa così elemento di sospetto. Perché non sfruttare, insomma, il periodo favorevole per fare cassa e mettersi così in sicurezza in ottica futura, magari insistendo proprio sui titoli a medio/lungo termine come questo Btp a 15 anni? Non è detto che l’ombrello della Bce duri per sempre: potrebbe chiudersi improvvisamente e per ragioni non tecniche. Come già successo in passato. A meno che, beninteso, l’obiettivo non sia quello di autoimporci una dieta ferrea fatta solo di piccole e razionate porzioni per farci digerire poi il boccone indigesto.

Filippo Burla

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3 Commenti

  1. io resto della mia idea,il debito pubblico DEVE rientrare TUTTO in italia,e deve essere sottratto
    alla speculazione internazionale.
    e siccome abbiamo tra le altre cose,un problema di liquidità interno,sono sempre più convinto che
    lo stato dovrebbe emettere i minibot a copertura di tutto il debito pubblico che dall’estero rientra in italia.

    ottenendo cosi tre obiettivi:
    – pagherà finalmente i suoi debiti verso i privati,uguale PIU’ soldi per investimenti sul territorio

    – aumento consistente del contante circolante nel paese (come sopra,sangue per l’economia:senza sufficiente sangue,non si va da nessuna parte)

    – aumento della ricchezza della popolazione:
    limitando i minibot alla circolazione interna,gli interessi RESTANO QUI,ad aumentare la NOSTRA RICCHEZZA e producono risparmio,investimenti,commercio qui…anziche incrementare quelli di altri paesi

    -partita di giro per lo stato:
    gli interessi sul minibot (come sugli altri titoli di stato,SE interni)RESTANO nel paese,quindi vengono spesi,investiti o risparmiati qui in italia,
    aumentando la ricchezza dei cittadini e venendo reincamerati dallo stato attraverso irpef e iva
    nel giro di pochi mesi…
    a volte di poche settimane.
    ma i minibot NON sono aggredibili dalla speculazione internazionale,essendo al portatore e dati direttamente in mano a cittadini italiani OGNI singola volta,quindi non rinegoziabili sino a scadenza e utilizzati come valuta alternativa verso stato e commercio
    (io sono commerciante e non mi farò il MINIMO problema,anzi…a prendere dei minibot garantiti dal mio stato,in pagamento delle mie merci)
    ergo,sono un NON debito pubblico….mentre tutti i soldi che ESCONO dal paese,ci impoveriscono tutti,cittadini e stato.

    -TOTALE sottrazione dello stato italiano dalla speculazione internazionale:
    togliamo il collo dal capestro dello spread
    e finalmente l’italia tornerà ad essere NOSTRA,non ostaggio di francia,usa e germania.

  2. MESembra chiaro , no ?

    Cosa ci guadagnino , o meglio CHI LI CORROMPA è parimenti chiaro ,
    basterebbe indagarne i conti e vedere QUANTO gli versano le ONG ….
    cioè il CRIMINALE Soros ……

    Necessita PRONUNCIAMENTO ….

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