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Roma, 4 gen – Da tempo l’Angola sta cercando di diversificare la propria economia. L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio: si pensi agli incentivi varati di recente per attirare i giganti minerari a investire nei suoi ricchi giacimenti di diamanti.

I porti dell’Angola snodo della logistica

Se lo sviluppo del settore diamantifero darà i suoi frutti – sia in termini occupazionali che di entrate per le casse dello Stato – nei prossimi anni, da solo non può bastare a ridurre la povertà. Per tale motivo il governo dell’Angola sta puntando alla logistica, cercando di trarre vantaggio dalla posizione geografica.
L’Angola dispone ad oggi di cinque porti (il più grande è quello della capitale Luanda), che per ora servono solo il mercato esterno. L’obiettivo è quello di sfruttare i collegamenti ferroviari tra alcuni di essi con la Repubblica Democratica del Congo per poter esportare i minerali estratti dalle sue miniere. La più importante è la ferrovia di Benguela, che con i suoi 1344 km collega il porto di Lobito con la città di Tenke in Repubblica Democratica del Congo. Attualmente è utilizzata per il trasporto del manganese.
In cantiere è un progetto per allungare questa ferrovia fino allo Zambia, nazione senza accesso al mare e il cui collegamento porterebbe grossi benefici a entrambi. Tanto più che  si parla anche di estendere la strada ferrata per permettere alle miniere di rame dello Zambia di avere uno sbocco proprio verso i porti dell’Angola.

Quasi 200 milioni di investimenti

Molti di questi progetti per ora sono in fase iniziale e saranno necessari anni prima che diventino realtà. L’attivismo da parte dell’Angola nella logistica sta comunque già dando dei risultati, visto che il colosso dello emiratino dello shipping DP World ha deciso di investire 190 milioni di dollari nel porto di Luanda al fine di aumentarne la capacità.
DP World avrà una concessione di 20 anni, nel corso dei quali non solo ammodernerà l’attuale infrastruttura ma acquisterà anche nuove attrezzature e si impegerà a formare il personale che dovrà utilizzarle.
Giuseppe De Santis

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