Roma, 19 mar – Caro benzina e caro bollette: ecco le misure del governo per famiglie e imprese. Taglio delle accise sui carburanti per 25 centesimi al litro per 30 giorni fino al 30 aprile. E poi venti milioni all’autotrasporto per ridurre il costo dei pedaggi autostradali. Bonus fiscale sul gasolio a sostegno dei pescherecci. Prelievo sugli extraprofitti esteso a tutte le compagnie energetiche. Estensione del credito di imposta già previsto nel secondo trimestre per energivori e gasivori anche alle altre imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas. Rateizzazione delle bollette anche per le imprese. Possibilità di ricorrere fino a tre cessioni anche per i bonus energetici. Arriva il bonus sociale elettricità e gas.

Caro benzina e caro bollette: ecco il decreto del governo con tutte le misure

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto legge con le misure per far fronte ai rincari dell’energia elettrica e dei carburanti. Nel pacchetto approvato anche soluzioni sul fronte del lavoro, con un nuovo intervento sulla cassa integrazione: vengono stanziati altri 150 milioni ed estesi gli sgravi. Previste anche misure per l’accoglienza umanitaria a seguito della crisi in Ucraina.

Accisa mobile per abbassare di 10 cent il costo alla pompa

Sul fronte del caro benzina, il decreto ministeriale (Mef-Mite) che attiva il meccanismo dell’accisa mobile sulla benzina, abbassando di 10 centesimi il costo alla pompa, entrerà in vigore all’inizio della prossima settimana. Secondo quanto si è appreso, infatti, il decreto è pronto ed è anche già stato bollinato dalla Ragioneria. Mentre per tutte le altre misure, che sono invece contenute nel decreto legge, bisognerà aspettare un po’ più di tempo per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Cgia: “Governo doveva fare di più”

Ancora, riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione. L’effetto della misura consiste nella riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento. A sentire la Cgia di Mestre, sul taglio delle accise, “il governo doveva fare di più“. Per gli artigiani di Mestre infatti, visto che la manovra nel suo complesso non graverà sulle casse dello Stato, bisognava avere più coraggio. Si ricorda, peraltro, che tra i “beneficiari” di questa straordinaria situazione c’è anche l’Erario che, grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti, dal gennaio 2021 fino ad oggi può contare su un extragettito di oltre 1,5 miliardi di euro.

Bonus sociale per elettricità e gas

Per quanto riguarda il caro bollette, arriva il bonus sociale elettricità e gas. Per il periodo 1° aprile-31 dicembre 2022, il valore Isee di accesso ai bonus sociali elettricità e gas è pari a 12mila euro. Credito di imposta esteso contro le maxi bollette. Per garantire un’ulteriore boccata d’ossigeno alle aziende, il dl estende il credito d’imposta, già previsto nel secondo trimestre per energivori e gasivori, anche alle altre imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas. La norma entrata in Consiglio eleva al 25% il bonus per le energivore e al 20% quello per chi consuma gas prevista dai decreti bollette di inizio anno. Con l’idea di fondo di ampliare anche la platea di aziende ammesse allo sconto.

L’accesso scatterà se il prezzo della luce, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, subirà un incremento del costo per kilowattora superiore al 30% del corrispondente prezzo riferito allo stesso trimestre nel 2019. Lato gas, invece, il prezzo, anche in questo caso come media, nel primo trimestre 2022 dovrà aver subito un rialzo superiore al 30% del corrispondente livello registrato negli stessi tre mesi del 2019.

Bollette in 24 rate per imprese in difficoltà

Le aziende potranno quindi beneficiare di tale facoltà, già accordata alle famiglie, per le fatture di maggio e giugno e per 24 rate al massimo. La norma prevede poi che per sostenere le esigenze di liquidità dei venditori scenda in campo la Sace che potrà rilasciare le proprie garanzie a banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e agli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito, entro un limite massimo di impegni pari a 9 miliardi. La controllata del Mef potrà inoltre intervenire a sostegno delle assicurazioni per le esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di luce e gas. Con una garanzia pari al 90% degli indennizzi, “per effetto dell’inadempimento da parte delle imprese, con fatturato non superiore ai 50 milioni al 31 dicembre 2021, del debito risultante dalle fatture emesse entro il 30 giugno 2023 e relative ai consumi energetici effettuati fino a fine 2022”.

Trasparenza e monitoraggio nel mercato del gas

Arriva anche la stretta su trasparenza e monitoraggio nel mercato del gas naturale. I titolari dei contratti di approvvigionamento di gas per il mercato italiano saranno tenuti a trasmettere al ministero della Transizione ecologica e all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) i contratti già sottoscritti o da sottoscrivere. Le informazioni tramesse saranno trattate nel rispetto delle esigenze di riservatezza dei dati commercialmente sensibili.

Fino a tre cessioni per i bonus energetici

I crediti d’imposta del 20% (ieri elevati al 25%) delle spese sostenute nel primo e secondo trimestre 2022 dalle imprese energivore per l’acquisto delle componenti energetiche, così come quello del 15% (con il nuovo Dl al 20%) riconosciuto alle imprese a forte consumo di gas naturale nel secondo trimestre di quest’anno, entrano dunque nel mercato dei bonus fiscali cedibili. Con il Dl approvato, infatti, viene autorizzata una cessione dei crediti d’imposta energetici a soggetti terzi, a cui se ne possono aggiungere altre due se le cessioni dei bonus sono effettuate nei confronti di banche e intermediari finanziari vigilati da Bankitalia. Anche per la cessione dei bonus energetici il Fisco può verificare il diritto al credito d’imposta e procedere all’applicazione di sanzioni nei confronti dei soggetti beneficiari. I cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.

Stretta pure sulle forniture 5G, obbligo di piano annuale

Arriva una stretta per gli operatori di Tlc che vogliono acquisire tecnologia 5G. Lo scopo sembra essere quello di blindarsi ulteriormente da fornitori extra Ue, cinesi in primis. Viene introdotto l’obbligo di stilare un piano annuale con il programma degli acquisti e i dati dettagliati dei relativi, anche potenziali, fornitori. Con la descrizione, comprensiva delle specifiche tecniche, dei beni oggetto dell’acquisto. Obblighi che, tra l’altro, vengono estesi alle tecnologie e ai prodotti cloud. La notifica in questione deve essere trasmessa annualmente, prima di procedere all’attuazione del piano, salva la possibilità di aggiornarlo con cadenza quadrimestrale. Entro 30 giorni dalla notifica, il piano è approvato con condizioni o prescrizioni oppure è negata l’approvazione e viene posto il veto. Se vengono avviati contratti in assenza del via libera al piano scatta una sanzione amministrativa fino al 3% del fatturato.

Revisione prezzi a causa di forza maggiore

Il decreto contiene anche nuove norme per consentire le compensazioni dei rincari dei materiali nonché dei prodotti energetici nel settore delle opere pubbliche, con la possibilità per il ministro delle Infrastrutture di anticipare per interventi urgenti fino al 50% del fondo da 100 milioni destinato alle opere del Pnrr.

Per il settore dell’autotrasporto arriva un pacchetto di misure che prevede lo stanziamento di 20 milioni per ridurre il costo dei pedaggi autostradali, una clausola di adeguamento dei contratti in caso di rincari eccessivi e l’esonero dal versamento dei contributi Art (Autorità di regolazione dei trasporti). Peraltro il settore non dovrà versare il contributo dovuto per il funzionamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Viene istituito il Fondo per il sostegno del settore dell’autotrasporto, per mitigare gli effetti economici derivanti dagli aumenti eccezionali dei prezzi dei carburanti con una dotazione di circa 500 milioni di euro per l’anno 2022. Scatta l’esonero per l’anno 2022, per le imprese di trasporto merci per conto terzi, dal versamento del contributo all’Autorità di regolazione dei trasporti. La misura comporta per il settore un risparmio complessivo di circa 1,4 milioni di euro e ne beneficeranno circa 3.114 imprese di autotrasporto merci.

Credito d’imposta per pescherecci

Un credito d’imposta del 20% della spesa per l’acquisto di gasolio sostenuta dai pescherecci costretti nelle ultime settimane a restare spesso nei porti per i costi del carburante. Ma anche l’autorizzazione a utilizzare il digestato prodotto dagli allevamenti (in particolare bovini) come fertilizzante dei suoli in un’ottica di economia circolare. Soluzione individuata per sostituire i fertilizzanti di sintesi attualmente di difficile reperibilità perché prodotti in buona parte nelle aree coinvolte dalla guerra in Ucraina. Sono due delle principali novità indicate nella bozza di entrata del decreto “taglia prezzi” con cui il governo punta a sostenere le imprese agricole e della pesca messe in crisi dall’esplosione dei costi produttivi.

Credito d’imposta per le imprese turistiche

Per il 2022 inoltre è riconosciuto un credito d’imposta alle imprese turistico-recettive, comprese quelle che esercitano attività agrituristica, alle imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta. Nonché alle imprese del comparto fieristico e congressuale, ai complessi termali e ai parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici. In misura corrispondente al 50% dell’importo versato a titolo di seconda rata dell’anno 2021 dell’imposta municipale propria (Imu) per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2.

Accoglienza profughi dall’Ucraina

Sul fronte della crisi ucraina, il dipartimento della Protezione civile è autorizzato a definire forme di accoglienza diffusa da attuare mediante i Comuni, gli enti del terzo settore, i Centri di servizio per il volontariato, le associazioni e gli enti religiosi (per un massimo di 15mila persone). Nonché a definire forme di sostentamento per l’assistenza delle persone titolari della protezione temporanea che abbiano trovato autonoma sistemazione (per un massimo di 60mila persone). E a riconoscere alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano un contributo per l’accesso al Servizio sanitario nazionale per richiedenti e titolari della protezione temporanea (per un massimo di 100 mila persone). Sono stanziati a tal fine 428 milioni di euro per il 2022.

Altri 150 milioni arrivano per Cig e sgravi estesi

Il governo conferma un nuovo intervento sulla cassa integrazione. Le imprese industriali, colpite da caro energia e materie prime, e quindi in particolare difficoltà economica, che hanno finito i contatori (cioè che non possono più ricorrere a trattamenti di integrazione salariale perché hanno esaurito i limiti di durata) potranno contare su 26 nuove settimane di ammortizzatore ordinario fruibili fino al 31 dicembre 2022.

Sul piatto l’esecutivo stanzia 150 milioni di euro. Toccherà all’Inps monitorare il rispetto dei limiti di spesa (se si sfora non saranno più prese in considerazione ulteriori domande). Infine una norma che estende lo sgravio per le imprese che assumono lavoratori da imprese in crisi anche ai “lavoratori licenziati per riduzione di personale da dette imprese nei sei mesi precedenti, ovvero lavoratori impiegati in rami di azienda oggetto di trasferimento da parte delle imprese suddette”. La misura è finanziata con 2,1 milioni quest’anno, 5,5 per il 2023 e 4,2 per il 2024.

Ludovica Colli

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta