Roma, 19 mar — Dalla Russia arriva il monito per l’Italia: se il nostro Paese seguiterà con le sanzioni, dietro l’angolo ci attendono «conseguenze irreversibili» con la dichiarazione di «una guerra finanziaria ed economica totale» da parte dell’Unione europea verso Mosca. E’ l’avvertimento di Alexei Paramonov, direttore del Dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo. «Non vorremmo che la logica anti-russa del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire trovasse seguaci in Italia», ha aggiunto: le sanzioni imposte alla Federazione «non sono una scelta del Cremlino».

Russia: “Vi abbiamo aiutato nel marzo 2020”

Nel mettere in guardia il governo italiano, Paramonov ricorda l’«assistenza significativa» fornita dalla Russia durante i primi mesi della pandemia di Covid-19, nel 2020, sototlineando che «la richiesta è stata inviata anche dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che ora è uno dei principali “falchi” e ispiratori della campagna anti-russa nel governo italiano», ha proseguito. «È deprimente che ora, sullo sfondo dell’isteria anti-russa, le autorità italiane si siano dimenticate da un giorno all’altro di tutto — dei trattati e degli accordi bilaterali esistenti, della natura speciale dei nostri legami — e si siano unite alla frenetica campagna russofoba». Pertanto, la Russia si aspetta che «a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in sé, ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera».

Il nodo dell’energia

Paramonov ha poi precisato che «Mosca non ha mai utilizzato l’esportazione di risorse energetiche come strumento di pressione politica», evidenziando che «le aziende energetiche russe hanno sempre adempiuto pienamente ai loro obblighi. E continuano a farlo. Data la significativa dipendenza di Roma dagli idrocarburi russi, che raggiunge il 40-45%, il rifiuto di meccanismi affidabili per il trasporto delle risorse energetiche che sono stati sviluppati in molti decenni avrebbe conseguenze estremamente negative per l’economia italiana e per tutti gli italiani», ha preconizzato infine il diplomatico russo.  Paramonov.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Non bisogna confondere il governo in carica con il popolo italiano. Non tutti gli italiani, tranne quelli che non sono riusciti a sfuggire alla manipolazione dei media, sono d’accordo con le decisioni di questo governo

  2. La Russia ha aiutato l’Italia in un momento storico(inizio pandemia a marzo 2020) in cui la Germania decise di bloccare l’esportazione di mascherine e altro materiale medico(comprese 800mila mascherine provenienti dalla Cina e dirette in Italia), mentre l’altro nostro amichetto, la Francia, ha requisito “tutti gli stock e la produzione di maschere di protezione”(Macron) per distribuirle unicamente ai sanitari francesi. Ad aprile la Von Der Leyen si scusò di questo “Non eravamo pronti, ma adesso l’Europa c’è”(hip hip hurrah!!!)
    Gli unici ad aver dato un qualche aiuto(immeritatissimo!) all’Italia sono stati la Cina e i cattivissimissimi Russi…
    Vergogna!!!!!

  3. grazie Conte per aver fatto entrare le spie e i militari russi in Italia! e tutti gli psycocamerati ad applaudire

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