Roma, 24 ago – Sparate sloganistiche, attacchi incrociati, dispetti da fanciulli immaturi. In campagna elettorale la politica italiana dà il peggio di sé. Non è una novità, siamo di fronte a un grande classico riproposto puntualmente ai cittadini. Sarebbe quasi divertente, non fosse tremendamente noioso e soprattutto pericoloso. Perché mentre lor signori si punzecchiano, gli italiani si preparano a un autunno da incubo. Le stime sono purtroppo impietose. L’ultima, quella di Confesercenti, ci dice che a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia e del caro bollette sono a rischiano di chiudere 90mila imprese, più o meno il 10% del totale operante nel commercio. Parliamo di 250mila posti di lavoro in fumo. Il tutto perché queste imprese non potranno affrontare gli aumenti dei costi delle utenze, che oltretutto si sommano a quelli delle materie prime.

A rischio 250mila posti di lavoro. Ecco perché

Esempio emblematico proposto da Confesercenti: se nel 2020 e nel 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi dovrà sborsarne 14.740 euro. Un aumento addirittura del 120%, con un’incidenza sui ricavi dal 4,9% al 10,7%. Altro esempio: un albergo medio si vedrà aumentare la bolletta energetica da 45.000 a 108.000 euro, ovvero +140%, con un’incidenza sui ricavi di oltre il 25%. E ancora: un ristorante prima spendeva in media 13.500 euro, in autunno arriverà a pagarne 29.700.

“Il caro bollette sta diventando una variabile incontrollabile per tantissime imprese, un virus che distrugge bilanci e redditività. E questo nonostante gli interventi di sostegno fin qui adottati dal governo, che scadranno fra settembre ed ottobre”, spiega la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise, sottolineando che “in autunno si rischia il collasso”.

Le richieste di Confesercenti

“È necessario in prima istanza estendere anche alle piccole imprese il credito d’imposta per l’energia elettrica (imprese con potenza al di sotto di 16,5 kwh), aumentare le percentuali di credito d’imposta almeno fino al doppio (da 15 a 30 e da 25 a 50 per il gas) e prorogare gli interventi almeno fino al 31 dicembre 2022. Al tempo stesso, bisogna mettere in campo interventi paralleli più significativi, di medio periodo ma realizzabili in tempi relativamente brevi, per la diversificazione delle fonti e favorire con un bonus al 110% gli investimenti di chi può rendersi autonomo attraverso la produzione di energia pulita”, fa notare De Luise.

Il report di Coldiretti: 2,6 milioni di italiani a rischio fame

Altrettanto inquietante lo scenario che emerge dall’ultimo report Coldiretti riguardante “L’autunno caldo degli italiani a tavola fra corsa prezzi e nuovi poveri”, diffuso ieri al Meeting di Rimini. Con i rincari previsti in autunno, oltre 2,6 milioni di italiani sono letteralmente a rischio fame, rischiano cioè di dover chiedere aiuto per mangiare perché non avranno soldi a sufficienza per arrivare alla fine del mese. Questi 2,6 milioni di persone “rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari”, fa notare Coldiretti.

Alessandro Della Guglia

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