Roma, 24 ago – A scuola niente più Dad. Finalmente, aggiungeremmo noi. Anche se visto il cincischiare continuo del ministero, è difficile fidarsi ciecamente.

Scuola, la fine della Dad

Come riporta Tgcom24, la scuola riparte a settembre, finalmente senza la Dad, ovvero la famigerata “didattica a distanza” alla quale ci eravamo nostro malgrado abituati negli ultimi due anni. Non solo: anche le mascherine e le altre regole Covid sono sulla via del pensionamento, si spera definitivo. L’assenza per aver contratto il virus diviene giustificata esattamente come per ogni normale influenza. Via anche il distanziamento, la ginnastica solo in luoghi aperti e gli ingressi scaglionati. Via le lezioni a distanza per i positivi o le quarantene per il semplice contatto con positivi. Qualcosa che permane, però, c’è: rimane ad esempio il “referente Covid” che dovrà gestire eventuali positivi, come riportato nel documento di Silvio Brusaferro e della segreteria ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Le “raccomandazioni” non mancano

Le “raccomandazioni”, altre pratiche a noi ormai stranote, ogni tanto si fanno vive. Su tutte, quelle di rimanere “preparati” a un’eventuale ondata, dunque di poter “convertire” la normalità appena ritrovata in un battibaleno. D’altronde, c’è da festeggiare fino a un certo punto, visto che se con un semplice raffreddore nulla cambierà, ma con la febbre a 37 e mezzo e il tampone positivo sarà obbligatorio stare a casa: ovviamente, buone norme da sempre, da prima del Covid, ma in questo caso istituzionalizzate. Inoltre i consigli si concentrano sull’areazione: cambiare aria con frequenza viene consigliato con particolare energia. E la finestra è sempre aperta a nuovi incubi, anche se nel caso di un ritorno del virus si procederà gradualmente: partendo dalle mascherine fino al distanziamento e le quarantene.

Alberto Celletti

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