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moretti1 finmeccanicaRoma, 15 mar – A quasi sei anni dall’ultima distribuzione degli utili, Finmeccanica torna a pagare un dividendo agli azionisti. E lo fa sulla scorta di conti che certificano la consolidata ripresa del gruppo, anche se rimane l’incognita sulla riconferma di Mauro Moretti, vero artefice della rinascita del conglomerato pubblico della difesa, dell’elettronica e dell’aerospazio.

Il consiglio d’amministrazione di Finmeccanica, riunitosi oggi, ha analizzato i risultati del 2016, che si chiude con un utile netto in leggero calo  a 507 milioni rispetto ai 527 dei 12 mesi precedenti. Calano leggermente anche i ricavi, superiori comunque a 12 miliardi, ma cala anche l’indebitamento con una riduzione a doppia cifra del 13% che lo porta a quota 2,8 miliardi. Migliorano sensibilmente i margini, con Ebit ed Ebitda in aumento rispettivamente dell’11 e del 2%: segni, questi ultimi, che la riorganizzazione operativa targata Moretti sta dando i suoi frutti in termini di efficientamento aziendale. E le prospettive sono ancora più rosee: nel 2017 la redditività è destinata a salire, mentre il debito si ridurrà ulteriormente fino a toccare i 2,5 miliardi di euro.

“Sono particolarmente orgoglioso – ha commentato l’amministratore delegato – di presentare oggi agli azionisti una società radicalmente diversa dal passato: più trasparente, snella, concentrata, efficace, efficiente e dalla solida struttura patrimoniale”. Solidità che si riverbera nei rapporti con gli investitori, i quali verranno ‘premiati’ con la distribuzione di un dividendo pari a 0,14 euro ad azione.

Nonostante i successi alla guida di un gruppo che sembrava destinato a scomparire, tuttavia, la riconferma di Moretti alla guida di Finmeccanica è tutt’altro che scontata. Il suo futuro è infatti in bilico dopo la condanna di primo grado a sette anni per il disastro di Viareggio, sentenza che non ha mancato di suscitare polemiche. L’accertamento finale delle responsabilità per il deragliamento del merci costato la vita a 32 persone è ancora là da venire, ma il governo non sembra sentirci e pensa a Fabrizio Giulianini, attuale capo del settore elettronica del gruppo, per sostituire l’ex ad di Ferrovie, che con il ritorno al dividendo cerca così di giocarsi l’ultima carta a disposizione. Ma l’impressione è che potrebbe non bastare.

Filippo Burla

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