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mario-draghi-regala-soldiMilano, 11 mar – La Bce ha portato i tassi ai nuovi minimi storici (zero dal precedente 0,05%) mentre il tasso sui depositi è sceso a -0,40% dal precedente -0,3%. L’istituto presieduto da Mario Draghi inoltre amplierà dal prossimo mese il quantitative easing innalzando gli acquisti mensili di asset a 80 miliardi dai precedenti 60, includendo bond di società non finanziare.



Il denaro stampato dalla Bce sarà quindi a costo zero. Un’ulteriore dose di droga ad un malato che avrebbe bisogno di cure che invece tardano ad arrivare. Il direttorio dell’Eurotower non ha agito solo sul tasso sui depositi ma anche su quello delle operazioni di rifinanziamento principale, ovvero il tasso applicato alla maggioranza delle operazioni con le quali la Banca centrale offre liquidità al mercato. Mario Draghi ha anche annunciato il via libera a quattro targeted longer-term refinancing operations (aste di liquidità con le quali le banche possono prendere denaro a prestito a condizioni estremamente favorevoli, a condizione che lo impieghino non per acquistare titoli di Stato o fare altri investimenti, ma per sostenere il credito e l’economia reale). Rispetto al passato, la durata di questi prestiti, che avranno cadenza trimestrale, sale da 3 a 4 anni (in pratica le banche avranno più tempo per restituirli e per sfruttarli). Ma, soprattutto, avverranno ad un tasso negativo che potrà arrivare fino al nuovo tasso sui depositi, quindi fino a -0,40%.

La Bce si è ritrovata costretta ad agire a seguito delle scarsissime stime di crescita accreditate all’interno dei paesi dell’Eurozona. Un’economia, quella europea, molto, troppo debole con lo spettro della deflazione sempre in agguato. Si è parlato di azione di Draghi a sostegno dell’economia italiana. Nella realtà le immissioni di liquidità in Italia passeranno da 7,38 a 9,84 miliardi al mese ma non avranno altro fine se non quello di alimentare l’economia fittizia, malata e sbandata del mondo finanziario con scarse, scarsissime ripercussioni positive nell’economia reale. Il mercato, quasi stordito da una pioggia così torrenziale di liquidità, è rimasto inebetito ed ha preso violentemente la strada del rialzo.

Non convince la volontà della Bce di Draghi di inondare il mercato con tanta liquidità fine a se stessa. Siamo poi così certi che le banche abbiano bisogno di tutta questa ulteriore profusione di denaro? Gli istituti di credito non sono così a corto di liquidità. Inoltre tassi così bassi rappresentano una sorta di imposta verso la Bce per le banche che necessitano di acquistare denaro.
La Banca centrale europea, come prassi, si ritrova completamente sganciata da ogni vincolo politico. E’ un po’ come se fosse un predicatore nel deserto, pronto a regalare acqua a chi non ne ha bisogno. Senza una politica fiscale di appoggio, senza un’organica azione di più attori istituzionali, in Europa non ci sarà mai una forte e percepibile crescita economica. Alcune condizioni dei mercati se non mutano (vedasi prezzo del petrolio troppo basso) non faranno cambiare nemmeno le spinte deflazionistiche.
Lo hanno soprannominato “Supermario”, ma nella realtà rimane un “vile affarista” – giusto per citare l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga – a capo di una società per azioni detenuta da privati il cui unico interesse è quello di salvaguardare l’interesse del mondo bancario e finanziario. Degli oltre 2.000 miliardi di euro, messi a disposizione dalla Bce agli istituti di credito, solo una percentuale infinitesimale andrà ad alimentare l’economia reale tramite prestiti, finanziamenti e mutui a famiglie e imprese. Il resto servirà a ripulire i bilanci delle banche commerciali in sofferenza.

Giuseppe Maneggio

 



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