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lotti-620x372Roma, 11 mar – Luca Lotti non è solo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e un esponente del cerchio magico tutto toscano di Matteo Renzi (detto appunto il “Giglio magico”). Ha anche una serie di deleghe, tra cui quella alla “Pianificazione, preparazione e organizzazione degli interventi connessi alle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e quella alla “Promozione e svolgimento di iniziative per le Celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione”. Per quanto riguarda il primo impegno, stendiamo un velo pietoso (qualcuno si è forse accorto delle celebrazioni per la Grande Guerra, nel 2015?). L’anniversario della “Guerra di Liberazione” (ma perché il linguaggio istituzionale parla ancora come negli anni ’70?) è invece meno impegnativo, la macchina celebrativa è rodata, si va in discesa.

Né, per tale incarico, occorrono grosse competenze storiche, basta avere IMG_6615un’idea di massima della versione ufficiale. Insomma, sapere le date di inizio e fine della guerra e poi poco altro. Lotti può farcela. Siamo sicuri? A quanto pare non bisogna dare nulla per scontato, almeno stando all’articolo apparso ieri, in prima pagina, sull’Unità, e firmato proprio da Luca Lotti. “Oggi – si leggeva sul cartaceo – è un giorno speciale per il nostro Paese. Esattamente settant’anni fa, alle elezioni amministrative, per la prima volta si affermò in Italia la conquista da parte delle donne, dell’elettorato attivo e passivo, quale fondamento dello Stato democratico. L’Italia non era ancora una Repubblica. Il paese era devastato dalla guerra e trafitto, straziato da mille conflitti. La seconda guerra mondiale non era ancora finita”.

Stop, fermi tutti: il 10 marzo 1946 la Seconda guerra non era ancora finita? Ma cosa dice Lotti? In Italia la fine convenzionale del conflitto è il 25 aprile 1945, ancora fino a maggio in varie parti del continente si continua a combattere, i bombardamenti nucleari sul Giappone sono di agosto, ma a marzo dell’anno successivo la guerra è già bella che finita da un pezzo. E qualcuno deve averlo fatto notare all’esponente del Pd, dato che nella versione on line dello stesso articolo il riferimento alla guerra è scomparso. Anche se forse Lotti, avendo la delega alle celebrazioni della Resistenza, ha ragionato in quell’ottica: per i partigiani il momento di impugnare le armi non è forse arrivato quando tutti gli altri le hanno deposte?

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. In verità la firma della campagna d’Italia fu il 2 maggio 1945 con la firma del trattato di resa con la RSI. Il 28 aprile 1945 ci resero il cambio di fronte dell’otto settembre firmando con gli alleati la cessazione del fuoco i Italia.
    I partigiani continuarono a sparare e ad assassinare fino al 1948-49 soprattutto in Piemonte.

  2. La “guerra” per gli italiani, in parte ancora occupati dell’AMG, Governo militare alleato, non era sicuramente finita il 25 aprile o il 28 dato il proseguire di attentati e uccisioni di fascisti o presunti tali, delle rappresaglie sulle famiglie dei fascisti, sugli umili gregari, sugli anticomunisti da parte dei partigiano che non risparmiavano nemmeno i loro compagni che non credevano nella necessità dell’insurrezione. Basterebbe ricordare Federico Barbiano, giustiziato misteriosamente, insieme a cinque suoi compagni, da un plotone di esecuzione delle brigate garibaldine nel carcere di San Vittore il 28 aprile, o a Sesto San Giovanni Ugo Gobbato, dirigente dell’Alfa Romeo…..e tanti altri casi che non sto ad elencare.
    E’ continuata per tanto tempo una guerra certo non mondiale ma civile…….e questo non si deve dimenticare MAI!!!!!

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