Roma, 3 ott – La notizia delle forniture di gas russo completamente interrotte, ha giustamente suscitato forti preoccupazioni in Italia. Vanno però scongiurati panico e allarmismo eccessivo. Lo stop ai flussi del gasdotto Tag (Trans Austria Gas Pipeline) a Tarvisio, da dove passa la gran parte del gas russo diretto nella nostra nazione, “è dovuto al fatto che si sarebbe dovuto dare una garanzia fisica in funzione del passaggio di questo gas al trasportatore che porta il gas dall’Austria all’Italia”. A spiegarlo è Claudio Descalzi, ad di Eni, al termine della cerimonia Eni Award, svoltasi oggi al Quirinale. Il problema è che “Gazprom non ha pagato, quindi diventa difficile pensare che una società che vuole pagare in rubli possa mettere delle garanzie in euro per un passaggio”, specifica Descalzi.

Gas russo, ecco come Eni pensa di sbloccare i flussi

Eni a questo punto sta valutando come sia possibile “subentrare o al trasportatore o a Gazprom. Si parla di 20 milioni di garanzie su miliardi di euro che passano quindi adesso vediamo se riusciamo a subentrare e facciamo questo sforzo”. Tuttavia, dice Descalzi, è “una cosa che si poteva evitare”. In parole povere Eni è pronta a pagare per sbloccare i flussi di gas diretti in Italia, auspicando così di risolvere la situazione “entro questa settimana”. L’amministratore delegato dell’azienda italiana specifica inoltre che il gas in questione “è già in Austria e Germania in questo momento”, dunque “non è nelle mani di Gazprom”.

Sta di fatto, dice Descalzi, che “noi abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva” e l’Italia “ha fatto un grosso sforzo” relativamente all’approvvigionamento di gas in vista dell’inverno. “Siamo in un’interconnessione globale. Ci sono delle variabili del sistema che non sono sotto controllo di nessuno”. Adesso comunque, “con gli stoccaggi pieni potremo passare alla solidarietà. Dobbiamo arrivare agli stoccaggi pieni per questo inverno. Più sono saturi, vicini al 100%, più riusciremo a mantenere i picchi invernali”, sottolinea l’ad di Eni.

Tuttavia, in questo momento, l’Italia “ha gas. L’hub italiano è a 130-140 euro a megawattora mentre il Ttf sta a 180-200 euro. Questo è legato al fatto che l’offerta superi la domanda. E che gli stoccaggi sono alti. Questi metri cubi in più che stiamo portando stanno anche andando verso i mercati che hanno prezzi più attraenti e questo è un problema che dobbiamo risolvere. Dobbiamo cercare di arrivare fino al 100% degli stoccaggi, dobbiamo sfruttare questo momento. Gli stoccaggi – fa notare Descalzi – sono stati organizzati molto bene dal Governo attraverso il Gse e Snam. Quindi deve essere comprato. Dobbiamo evitare che il nostro sforzo non diventi un bellissimo sforzo di solidarietà che va anche bene ma una volta che abbiamo gli stoccaggi pieni possiamo passare alla solidarietà”.

Alessandro Della Guglia

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