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Milano, 18 feb – Grandi e inaspettati sviluppi nel sistema bancario italiano. Ieri il primo gruppo italiano, Intesa Sanpaolo, ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su Ubi Banca, la quarta banca del Paese. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina lancia un’offerta non concordata (ma non si tratta di un’offerta ostile, chiariscono) sulla totalità delle azioni di Ubi Banca con l’obiettivo di “consolidare ulteriormente la propria leadership nel settore bancario italiano”. L’operazione valorizza Ubi per 4,86 miliardi, con un premio del 27,6% sui valori di Borsa di venerdì scorso, e prevede che per ogni 10 azioni di Ubi portate in adesione all’offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione. Nascerebbe così un gruppo da tre milioni di clienti. Se l’operazione dovesse concludersi, Intesa diventerebbe il settimo gruppo bancario per totale attivo dell’Eurozona. La notizia del blitz notturno è stata accolta positivamente dai mercati, tanto che in preapertura di Borsa il titolo Ubi è a +50%.

Il gruppo punta dal 2022 a utili superiori ai sei miliardi

Nello specifico, Intesa, che ha come advisor Mediobanca e lo Studio Pedersoli, rende noto che sul fronte dei numeri l’operazione permette sinergie per 730 milioni (oltre 500 di costo e circa 220 di ricavi), a fronte di costi d’integrazione per 1,2 miliardi: a valle della fusione, dal 2022 la banca vuole realizzare utili superiori ai sei miliardi. Inoltre, per evitare possibili problemi di Antitrust, Intesa ha sottoscritto con Bper Banca un contratto che prevede, in caso di successo dell’Opa su Ubi Banca, l’acquisto di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali bancarie, ubicate in prevalenza nel nord del Paese. Contemporaneamente anche UnipolSai acquisterebbe i rami d’azienda delle compagnie assicurative Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita partecipate da Ubi Banca. Per adesso non c’è alcun commento da parte di Ubi Banca.

“Previste assunzioni di 2.500 giovani”

Tra i benefici dell’operazione “per le persone del gruppo”, si legge nel comunicato di Intesa, sono previste “assunzioni di 2.500 giovani”, a fronte di 2.030 uscite, “per supportare la crescita del gruppo promuovendo il ricambio generazionale e sostenendo l’occupazione, con un rapporto di un’assunzione ogni due uscite volontarie; accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera”.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. ciao.
    il fatto che intesasanpaolo vglia acquisire ubinon e una bella notozia. primo intesasanpaolo non e una banca italiana …black rock e j p morgan con i loro amici dettano legge. secondo e pericolosissima la concentrazione di potere sempre on meno soggetti. la banca detiene il potere nel finanziare l industria e l economia. terzo intesasanpaoli fa politica sostiene globalizzazione gender immigrazione e onlus. e non ammette il dialogo all interno dell azienda. vi prego aggiornatevi al riguardo..c e mokto ds dire..ciao

  2. A MIO AVVISO NON E INA BUONA NOTIZIA. INNANZITUTTO INTESASANPAOLO NON E UNA BANCA ITALIANA..SECONDO PREOCCUPA LA CONCENTRAZIONE DI INTERESSI E POTERE. TERZO QUELLA BANCA FA POLITICA ED E SOSTENITROCE DEL GLOBALISMO GENDER IMMIGRAZIONE E DIVERSITY. INOLTRE DA VALUTARE LE RICADUTE SUL PERSONALE COM CESSIONE DI FILIALI. ALL INTERNO DELL AZIENDA NON E AMMESSO IL DIALOGO E LE IDEE NON ALLINEATE VENGONO CENSURATE.
    CIAaO

  3. Purtroppo in passato ho avuto rapporti con entrambi; Ubi è sempre stata esosa ed arrogante, ISP pure ed anche truffaldina. Chi si somiglia si piglia e che vadano pure a fare in.

  4. Ho lavorato 40 anni in banca , in “Direzione Organizzativa” ……

    ho visto decine di aggregazioni , una peggio dell’ altra .
    Teoricamente ci sarebbero dovute essere economie di scala , in fondo se i “servizi” sono gli stessi
    ampliando la base i COSTI DOVREBBERO diminuire …… e la qualità aumentare .

    per i Clienti :

    Mai visto diminuire i costi !
    Mai visto maggior qualità !

    Le Piccole Banche offrivano servizi di ALTA qualità con costi accettabili ……
    le GRANDI offrono servizi STANDARD a COSTI PIù ALTI !!!!!

    Sparita la concorrenza sono nati CARTELLI (TRUST alla faccia dell’ anti-TRUST !!!!)
    che offrono servizi SCADENTI accordandosi sui PREZZI !!!!!

    ….. e non può che essere sempre PEGGIO senza una regolamentazione PRO Clientela , al
    posto dell’ attuale PRO USURAI ……
    l’ UE ha scardinato il sistema ITALIANO sostituendolo con …… la Mxxxx attuale !!!

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