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Roma, 20 mar – Ci risiamo, mentre la Bce è pronta a immettere nell’eurozona 750 miliardi con un nuovo quantitative easing per affrontare l’emergenza coronavirus, Giuseppe Conte torna a chiedere il ricorso del famigerato Mes, che per l’Italia significherebbe Troika e lacrime e sangue sine die. E stavolta il premier giallofucsia è spalleggiato da Paolo Gentiloni. In un’intervista al Financial Times, Conte chiede di usare – ha detto proprio così – “tutta la potenza di fuoco” (circa 410 miliardi) del Meccanismo europeo di stabilità. Quel Fondo salva Stati che per noi – a dispetto del nome – sarebbe invece la rovina, che fortunatamente era stato messo in stand-by e che invece il premier torna ad evocare, noncurante dei danni irreversibili che causerebbe alla nostra economia.

Conte: “Aprire linea di credito del Mes per tutti gli Stati membri”

“Il Mes è stato creato con un diverso tipo di crisi in mente, dunque adesso deve essere adattato alle nuove circostanze”, dice convinto il premier al quotidiano economico britannico. Secondo Conte, “la strada da seguire è quella di aprire una linea di credito del Mes per tutti gli Stati membri, in modo da aiutarli a combattere le conseguenze dell’epidemia di Covid, sulla base della condizione della piena responsabilità da parte di ciascun Paese membro sul modo in cui vengono spese le risorse“. Insomma, mentre la Bce si appresta a investire molto di più del – diciamo – fondo cassa del Mes, e senza che questo comporti clausole stringenti per gli Stati, vista l’emergenza, mentre si parla di “pandemic bond” e una quantità di soldi che a conti fatti può superare i mille miliardi, Conte invoca praticamente la Troika e la fine della nostra economia. L’unica ragione plausibile di tutto questo è un atteggiamento supino nei confronti dei tecnocrati Ue. Il voler sottomettere il bene del Paese ai vincoli e ai diktat di Bruxelles. Per di più fuori luogo e fuori tempo massimo, ora che tutti stanno parlando di misure emergenziali e di sospensione delle regole Ue su debito pubblico e aiuti di Stato.

Pure Gentiloni è convinto: “Ricorrere al Mes”

Come se non bastasse la sviolinata filo Mes di Conte, a metterci il carico è il commissario Ue all’Economia: “Non c’è ancora nessuna decisione sulla ipotesi di emissione di titoli europei per contrastare gli effetti della crisi innescata dal coronavirus, i cosiddetti coronabond, ma temo che l’evoluzione di questa pandemia aumenterà la consapevolezza della necessità di reagire con strumenti innovativi sul piano finanziario”, premette Gentiloni ai microfoni di Radio anch’io, su Radio1. Ebbene, secondo l’ex premier questi strumenti finanziari che “devono essere lanciati da strutture finanziarie” e che “sono titoli finanziari europei” devono chiamare in causa il Mes. “La struttura più adatta è il Fondo salva Stati, il Mes, e questo coincide con l’opinione del primo ministro Conte“, afferma Gentiloni. Secondo il commissario Ue “la logica, la filosofia” della proposta di Conte “è assolutamente condivisibile”. E visto che “non ci sono ancora nelle decisioni prese, è una discussione che deve andare avanti”.

Per avere i soldi del Mes senza condizionalità e Troika va riscritto il trattato

Il ragionamento che Conte e Gentiloni fanno e che nel migliore dei casi è soltanto ingenuo è che vista l’emergenza si possa attingere ai soldi del Mes senza vincoli di bilancio degli Stati, senza il requisito della condizionalità e senza l’intervento di alcuna Troika di controllo. Ma – lo ricordiamo – per una moratoria di tutto questo va riscritto il trattato che istituisce il Fondo. Altrimenti i soldi in prestito farebbero scattare le clausole che ci porterebbero la Troika in casa.

A riprova che l’attivazione del Mes per l’Italia sarebbe una sciagura arriva l’endorsement di +Europa (forse il partito più anti italiano che ci sia) a Conte: “Salvini, Di Maio e Meloni hanno fatto per mesi un’inutile guerra al Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, lasciandoci soli a sostenere che fosse nell’interesse dell’Italia. Questo è il passato, però. Oggi Conte ha preso una posizione diversa e giustamente ne chiede l’attivazione: su questo siamo con lui”. Peggio di così…

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Conte sta affossando l’Italia. Sarà ricordato come vero distruttore, forse ancora peggio di Monti e Fornero. E per essere peggio di Monti e Fornero ce ne vuole. Che facciamo lo lasciamo fare o mettiamo in piedi la nuova Carboneria?

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