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Neet, Italia maglia nera d'Europa: non studia né lavora un giovane su quattro

by La Redazione
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Roma, 15 giu – L’Italia mantiene il suo primato negativo in Europa per la quota di “Neet”, i giovani tra 18 e 24 anni che non studiano non seguono un corso di formazione e non lavorano. E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat, secondo cui dal 2012, nell’Unione europea, la proporzione di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni non occupati né impegnati in un percorso di istruzione o formazione è diminuita dal picco del 17,2% all’attuale 14,3%, un dato simile ai livelli pre-crisi economica globale scoppiata nel 2008. L’Italia resta però “maglia nera”: un giovane su quattro, il 25,7%, di età compresa tra i 18 e i 24 nel 2017 non era occupato né impegnato in un percorso di istruzione o formazione. Seguono Cipro (22,7%), Grecia (21,4%), Croazia (20,2%) , Romania (19,3%) e Bulgaria (18,6%).
Un tasso di “Neet” superiore al 15% è stato registrato anche in Spagna (17,1%), seguito da Francia (15,6%) e Slovacchia (15,3%). La percentuale più bassa di “Neet” di età compresa tra 18 e 24 anni è stata registrata nei Paesi Bassi (5,3%), davanti a Slovenia (8,0%), Austria (8,1%), Lussemburgo e Svezia (entrambi 8,2%), Repubblica ceca (8.3 %), Malta (8,5%), Germania (8,6%) e Danimarca (9,2%).
Secondo Eurostat, oltre 38 milioni di persone di età compresa tra 18 e 24 anni vivono nell’Unione europea. La stragrande maggioranza di questi giovani è impegnata nell’istruzione o nella formazione e/o nel mondo del lavoro. Nel 2017, il 40,4% di coloro di età compresa tra i 18 ei 24 anni ha risposto di essere in formazione, il 27,4% ha dichiarato di essere occupato e un ulteriore 17,8% di fare entrambe le cose.
Il quadro nazionale è preoccupante, se si considera che il fenomeno “Neet” include tre tipologie di giovani, i disoccupati veri e propri, cioè coloro che sono alla ricerca attiva di occupazione che non lavorano ancora, gli inattivi, cioè coloro che non cercano e non sono disponibili a lavorare, gli scoraggiati, vale a dire i giovani che hanno definitivamente rinunciato a cercare un’occupazione e sono usciti dal mercato del lavoro.

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