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Roma, 7 ott – “Se non si risolvono alcune criticità legate al green pass al 15 ottobre il trasporto nel Paese rischia la paralisi“. E’ l’allarme lanciato dal vicepresidente di Conftrasporto, Gian Enzo Duci. Il problema della certificazione verde riguarda i marittimi ma anche gli autisti dei tir. L’obbligo di green pass dunque potrebbe avere l’effetto contrario di quella ripresa economica di cui parla Mario Draghi, che volerebbe sulle ali del vaccino.



Conftrasporto: “Per colpa del green pass il 15 ottobre il trasporto in Italia rischia la paralisi”

A margine del convegno “Next generation shipping”, nell’ambito della Genoa shipping week, Duci avverte che “si rischia una tempesta perfetta sul trasporto marittimo e terrestre, considerando che il problema tocca anche gli autisti dei tir, spesso stranieri, che oltretutto scarseggiano“. Come riporta l’Ansa, Duci spiega che “quando è stato introdotto il green pass sul posto di lavoro il mondo dei trasporti non è stato al centro dell’attenzione del legislatore”. Risultato? Il caos. “A bordo delle navi di bandiera italiana ci troviamo con situazioni diverse da quelle di un posto di lavoro a terra. Abbiamo equipaggi multinazionali, molti provenienti da Paesi che hanno vaccinato le persone con vaccini riconosciuti dall’Oms ma non dall’Ema e quindi non in condizioni di generare il green pass”, spiega. E ovviamente “l’armatore italiano o l’amministrazione italiana non possono somministrare un vaccino perché queste persone sono già vaccinate”, fa presente.


Sulle navi ci sono lavoratori vaccinati ma senza green pass

Un problema non da poco. Anzi. La situazione descritta da Duci “crea potenzialmente una situazione molto complessa, perché se il sistema dei tamponi può in parte ovviare, non è ancora chiaro come dovranno essere considerate le navi. Se sono una ’bolla’, se l’accesso ai posti di lavoro è da intendersi quando il marittimo imbarca o tutte le volte che scende a terra”. Sono sì problemi logistici e magari burocratici, ma riguardano tutti noi, perché riguardano il trasporto delle merci. “Speriamo che da qui al 15 le complessità siano risolte – conclude Duci – perché altrimenti il tema trasporti rischia di paralizzare il Paese con una tempesta perfetta. Infatti abbiamo problemi simili nell’autotrasporto con una percentuale rilevante di autisti che si muovono sul territorio e sono stranieri, magari anche loro con un vaccino non riconosciuto dall’Ema. E anche il sistema ferroviario ha problemi, per personale non vaccinato. Il rischio è trovarci in una situazione simile a quella dell’Inghilterra con gli scaffali dei supermercati vuoti o le pompe di benzina che non hanno carburante”.

Ecco, magari il paragone con la Gran Bretagna è esagerato (oltre che basato su una imprecisione), m resta il fatto che presi dalla furia del green pass “estesissimo” i governanti hanno tralasciato particolari tecnici tutt’altro che trascurabili.

Adolfo Spezzaferro



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