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Renzi nei primi sette mesi dell’anno ha bruciato con il suo esecutivo la bellezza di 80,5 miliardi di euro

Roma, 15 set – E’ una continua corsa al rialzo quella del debito pubblico italiano che ad ogni aggiornamento di Bankitalia registra nuovi record. A luglio ha toccato quota 2.252,2 miliardi di euro che contestualmente alla revisione al ribasso del Pil stimata da Confindustria, tinge di colori scuri il futuro economico italiano.

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Il debito delle amministrazioni centrali è salito di 3,5 miliardi mentre quello relativo alle amministrazioni locali è viceversa sceso di 0,2 miliardi. Ma nei primi sette mesi di quest’anno, continua Bankitalia, il debito è aumentato complessivamente di 80,5 miliardi. Ad ogni modo, seppur galoppante, la crescita del debito è stata supportata dalle disponibilità liquide del Tesoro riflettendo l’avanzo di cassa, a luglio registrato a 5,4 miliardi.

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Ad accompagnare questa notizia la stima sulle previsioni del Pil rilasciate da Confindustria che per quest’anno rivede al ribasso la crescita con un +0,7% e un +0,5% per il 2017. Il Centro studi di Confindustria è rassegnato nel vedere salire ancora il rapporto tra debito e Pil, già di per sè elevato e inferiore solo alla Grecia all’interno dell’Eurozona. Tra un anno si attesterà al 134% in rialzo rispetto al 132,6% del 2015 e al 133,3% di quest’anno.

Lo studio di Confindustria evidenzia come la crescita quest’anno sia stata solo registrata nei primi sei mesi, mentre l’andamento del prodotto nella seconda metà dell’anno risulterà sostanzialmente piatto. Il governo si trova ad operare in condizioni di estrema difficoltà, con la spada di Damocle dell’esito del referendum costituzionale che comunque la si voglia vedere avrà degli impatti sulla stabilità. Alla luce di ciò, per il Centro studi di Confindustria, diventa reale il rischio di una manovra complessiva sui saldi di bilancio pubblico da 16,6 miliardi. Un’autentica mazzata per la fiducia e la domanda interna.

Giuseppe Maneggio

 

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