Roma, 29 lug – Rincari e spesa alimentare da incubo, ma il governo vivacchierà fino al 25 settembre, i partiti penseranno solo alla campagna elettorale e nessuno si occuperà davvero di affrontare una crisi economica devastante. In estrema sintesi, è questo l’avvilente scenario che abbiamo di fronte, salvo improvvisi – quanto necessari – cambi di passo. E’ bene però circostanziare il tutto, spiegando brevemente perché stiamo subendo quella che la Coldiretti ha definito una “tempesta perfetta”, scatenata da una serie di fattori (su tutti pandemia, inflazione, guerra e siccità).

Spesa alimentare, alle famiglie costerà 350 euro in più

La maggiore associazione di rappresentanza e assistenza all’agricoltura italiana, partendo dai report Istat, ha fatto presente che a causa dell’inflazione e dei rincari generali, il carrello della spesa nel 2022 verrà a costare quasi 9 miliardi di euro in più, ovvero 350 euro in più a famiglia. Stando all’analisi in questione, diffusa ieri durante l’assemblea nazionale di Coldiretti a Roma, la situazione è aggravata dalla dipendenza dei prodotti agroalimentari dall’estero, ad esempio dal grano per il pane e dal mais per l’alimentazione degli animali. Importazioni che oltretutto spalancano pericolosamente le porte all’abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare. Sono inoltre circa 250mila le aziende agricole italiane (pari a un terzo del totale) costrette a produrre in perdita. E più di un agricoltore su 10 rischia la cessazione della propria attività.

Tutti i rincari

La triste classifica dei rincari è guidata dalla verdura che alle famiglie italiane quest’anno verrà a costare addirittura 1,97 miliardi in più. Ma come si evince dall’elenco, sono tanti i prodotti sempre più costosi. Coldiretti, al riguardo, ha fatto un esempio emblematico: solo per la frutta fresca, una famiglia italiana composta da quattro persone sarà costretta a spendere 68 euro in più all’anno, per le verdure 115 euro in più. Come se non bastasse, ad aggravare il quadro, i salari dei cittadini sono rimasti sempre gli stessi.

Verdura: +1,97 miliardi
Pane, pasta e riso: +1,65 miliardi
Carne e salumi: +1,54 miliardi
Frutta: + 0,92 miliardi
Latte, formaggi e uova: +0,78 miliardi
Pesce: + 0,77 miliardi
Olio, burro e grassi: + 0,59 miliardi

Più contenuti ma comunque pesanti i rincari di acque minerali, bevande, zucchero, confetture, dolci, caffè, tè, sale e alimenti per bambini.

Alessandro Della Guglia

 

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