Roma, 29 lug – Viktor Orban ancora contro l’immigrazione clandestina di massa. Non è certamente una novità, ma il presidente ungherese ha espresso stavolta concetti più importanti, dopo l’affermazione “contro le mescolanze” – ripresa anche da Fanpage – che ha fatto scoppiare i fegati globalisti e progressisti.

Orban, l’immigrazione clandestina e la difesa della cultura ungherese

Viktor Orban dunque reagisce agli attacchi. E chiarisce ancora meglio il suo punto di vista durante un incontro con il cancelliere austriaco Karl Nehammer, riportato da Adnkronos: “Ho una posizione chiara e diretta, mi definisco un politico anti-immigrazione e anti-immigrati. Non è un problema razziale, è un problema culturale. Vogliamo mantenere la nostra civiltà come è ora e in questo aspetto ci differenziamo dall’Austria. Proteggeremo sempre i nostri confini”. Nessun compromesso, Ungheria libera, sovrana ma soprattutto salva nella sua identità. Un accorato richiamo al diritto di esistere del popolo e della cultura ungheresi.

Un presidente contro un enorme sistema culturale (ed economico)

Orban non molla. A dispetto di un mondo, quello occidentale, che a mollare ci pensa eccome. Ogni giorno, ogni anno. Da anni. Decenni. Un mondo occidentale che – pezzetto dopo pezzetto – disfà le proprie tradizioni, le proprie identità, smette di procreare e punta dritto a una sola cosa: l’estinzione. Etnica, culturale, nazionale. Impossibile non difendere un personaggio che, a dispetto della pioggia di critiche che gli viene versata, a dispetto di un mondo politico globalista che non vede letteralmente l’ora di farlo fuori, continua a pensare controcorrente e soprattutto ad agire in tal senso. Nonostante il suo piccolo Paese, nonostante i suoi limitati mezzi. Un altro esempio – ben peggiore, vista la realtà veramente piccola che corrisponde all’Ungheria – non seguito dalla nostra povera Italia. Paese dai mezzi infinitamente maggiori ma totalmente bloccato in un impasse mortifero sotto ogni punto di vista.

Stelio Fergola

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