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Roma, 3 giu – La Commissione Ue boccia il blocco dei licenziamenti dell’Italia: “Misura controproducente, discriminatoria, che favorisce solo chi ha il posto fisso“. Dando così ragione al premier Draghi (e a Confindustria) che non intende prorogarlo. Il blocco scadrà il 30 giugno e in merito i sindacati non si arrendono, ma ora – con l’assist di Bruxelles – appare ancora più difficile che Cgil-Cisl-Uil la spuntino.

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La Commissione Ue boccia il blocco dei licenziamenti dell’Italia

La Commissione Ue giudica dannoso e discriminatorio per il mercato del lavoro il blocco dei licenziamenti che in Italia – unico caso Ue – è in vigore da oltre un anno ormai, da marzo 2020 con l’inizio della pandemia. Il blocco dei licenziamenti è al centro delle raccomandazioni del Pacchetto di primavera della Commissione Ue per l’Italia. Ebbene, per Bruxelles, il blocco dei licenziamenti – che con il decreto Sostegni di marzo è stato prorogato al 30 giugno e fino al 31 ottobre per le aziende che accedono a Cig in deroga e assegno ordinario – è “superfluo”. E “tende a influenzare la composizione, ma non la portata dell’aggiustamento del mercato del lavoro”.

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“Non particolarmente efficace”

Inoltre, “un confronto con l’evoluzione del mercato del lavoro in altri Stati membri che non hanno introdotto questa misura suggerisce che il blocco dei licenziamenti non è stato particolarmente efficace. E si è rivelato superfluo in considerazione dell’ampio ricorso a sistemi finalizzati al mantenimento del posto di lavoro”, fa presente la Commissione.

“Avvantaggia i lavoratori a tempo indeterminato a scapito di interinali e stagionali”

Ma soprattutto il blocco “avvantaggia i lavoratori a tempo indeterminato a scapito di quelli a tempo determinato come gli interinali e gli stagionali“. Inoltre, “più a lungo è in vigore e più rischia di essere controproducente perché ostacola il necessario adeguamento della forza lavoro alle esigenze aziendali”. Al contempo, Bruxelles invita l’Italia a controllare il debito.

Prosegue lo scontro governo-sindacati

Intanto in Italia prosegue lo scontro tra governo e sindacati, che continuano a chiedere la proroga generalizzata del blocco dei licenziamenti per tutti fino al 31 ottobre. E se da una parte i sindacati temono oltre mezzo milione di licenziamenti con la fine del blocco, il direttore generale di Confindustria Francesca Mariotti fa presente che con l’eliminazione della misura “ci sarà un aggiustamento fisiologico, visto che il mercato è rimasto bloccato per più di un anno. Ma non c’è da aspettarsi un’emorragia di lavoratori“. Piuttosto, sottolinea, “stupisce, al contrario che da oltre un anno il dibattito sia fossilizzato sul blocco, quando invece è urgente accelerare sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sul rilancio delle politiche attive per il lavoro“.

Bombardieri (Uil): “La crisi c’è ancora, proroga fino a ottobre renderebbe tutto meno traumatico”

Ma i sindacati non vogliono sentire ragioni. E non si arrendono. “Non è vero che non ci sono passi in avanti. Le pressioni fatte da Cgil Cisl e Uil hanno costretto il quadro politico a ridiscutere quella impostazione. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni”, dice in un’intervista alla Stampa Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. In un’intervista al Riformista ha aggiunto: “Prolungare fino a ottobre avrebbe reso tutto meno traumatico. La crisi c’è ancora. Ricordiamo che, nel corso dell’anno la cassa Covid non ha pesato sulle aziende: il programma Sure dell’Unione europea ha messo a disposizione 24 miliardi che le aziende non hanno pagato di tasca propria. Finora, le risorse impegnate dal governo sono andate per il 70% direttamente alle aziende colpite e ai lavoratori autonomi, senza alcuna condizione e senza criteri selettivi. Perché, viceversa, i licenziamenti dovrebbero essere selettivi?”.

Vedremo se ci saranno sviluppi, ma la “sentenza” Ue sembra aver messo una pietra tombale sulla possibilità di ulteriori proroghe. Come fa presente il sottosegretario agli affari europei Vincenzo Amendola, “l’equilibrio trovato dal presidente del Consiglio Draghi” si basa sulla “cassa integrazione gratuita, che come tutti i Paesi europei ha un effetto positivo e questo è anche nei documenti della Commissione”.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Lavoratori !!! La UE non è anche questo; è SOLO questo. Un modo per spingere sempre più a fondo l’Italia e gli Italiani. Voi continuate a credere nella UE ??? Io NO

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