Milano, 13 ott – I clienti Unicredit che hanno oltre 100 mila euro sul conto corrente dal prossimo anno potrebbero vedersi trasferito l’impatto dei tassi negativi della Bce sui loro depositi. A dirlo è stato l’ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier in qualità di presidente dell’Ebf, l’associazione bancaria europea. In un’intervista alla televisione francese Bmf Business il banchiere ha precisato i motivi di questa scelta.


Perché puntare sui tassi negativi

Il piano di Mustier è molto chiaro: “Dobbiamo proteggere tutti i clienti più vulnerabili delle banche, coloro che sono coperti dalla garanzia di deposito, e quindi, caso per caso, possiamo considerare di spostare i tassi negativi verso le grandi aziende o alcuni grandi clienti offrendo una serie di alternative”, come investimenti con” obiettivi di rendimento vicini allo zero anziché avere un tasso di deposito negativo”. Detto in parole povere, con questa mossa c’è la chiara intenzione di spingere i correntisti più ricchi a non tenere i propri fondi fermi ma a farli girare investendo.

Normalmente chi deposita dei soldi in una banca viene remunerato con un tasso di interesse. In presenza di tassi negativi saranno i risparmiatori a dover remunerare la banca. In pratica se superi una determinata soglia ti conviene più investire che risparmiare. Sembrerebbe un’assurdità ma il meccanismo è questo. A dire il vero non mancano esempi di istituti di credito che applicano già questo principio. Ad esempio in Germania c’è la berlinese Volksbank, (la seconda più grande banca cooperativa tedesca). In Svizzera invece Ubs ha effettivamente deciso di caricare a partire i clienti più abbienti (quelli che mantengono sul conto giacenze superiori ai 2 milioni di franchi svizzeri). Addirittura in Danimarca la Jyske Bank, (che è terza banca danese) è stata la prima in Europa a offrire mutui ipotecari a un tasso di interesse negativo, pagando di fatto i suoi clienti per prendere in prestito denaro per l’acquisto di una casa.

Ma a cosa dobbiamo tutta questa generosità? Nel caso dei mutui le banche addebitano spesso commissioni legate al prestito che fanno sborsare ai mutuatari più del dovuto indipendentemente dal tasso d’interesse. I tassi negativi applicati ai conti correnti dei più facoltosi sono uno stimolo a farli investire in operazioni finanziarie più redditizie. Insomma, si tratta di un incoraggiamento di fronte al forte pessimismo imperante.

La contrarietà dei sindacati e i dubbi degli esperti

Tornando in Italia, non tutti hanno apprezzato le buone intenzioni di Mustier. In una nota congiunta i sindacati si scagliano compatti contro la proposta del francese: “È un’iniziativa scellerata – si legge in relazione ai tassi negativi – che rischia di avere un impatto estremamente negativo su imprese, territori e lavoratori bancari”. Le sigle sindacali si dicono certe che “questa ipotesi potrebbe solo aumentare le difficoltà che oggi affronta il settore del credito con effetti difficilmente ipotizzabili. Anziché applicare tassi negativi si studi, come da tempo suggeriamo, come utilizzare profittevolmente i depositi bancari a vantaggio non solo degli azionisti e degli amministratori delegati ma a beneficio delle imprese, dei territori e delle famiglie del Paese”.

Mustier non ha convinto neanche gli analisti. Molti esperti, come per esempio quelli di Mediobanca, sono scettici: “Non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria. Siamo scettici anche sui possibili benefici per la redditività delle banche, poiché l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni“.

La politica monetaria è in mano alle banche

Dunque, a detta dei sindacati e degli esperti, la decisione dell’ad di Unicredit rischia di essere tanto inutile quanto controproducente. Chi deposita in banca i propri risparmi non lo fa sicuramente pensando di guadagnarci qualcosa. Se, infatti, agli interessi sottraiamo i costi di gestione e le tasse siamo già in presenza di “tassi effettivi negativi”. Questo vale sia per i piccoli risparmiatori che per i correntisti che hanno gruzzolo superiore a centomila euro. Inutile dire che quest’ultimi sono pochissimi. Chi lascia parcheggiati in banca centomila euro quando può scegliere un conto deposito che è sicuramente più redditizio?  Si tratta per lo più di gente che cerca di lasciare ai propri eredi qualcosa senza avventurarsi in operazioni di finanza speculativa.

Ciò che ci lascia maggiormente perplessi è il ruolo che Mustier si è ritagliato per sé come presidente dell’associazione bancaria europea. Il banchiere francese ha chiarito che il compito del sistema bancario non è commentare le decisioni della Bce ma assicurarsi che le sue misure “siano messe nella massima efficienza in quello che i banchieri centrali chiamano meccanismo di trasmissione”. Gli effetti dei tassi negativi vanno dunque “gradualmente passati ai clienti” perché “questo è l’unico modo di massimizzare il meccanismo di trasmissione, se si vuole avere il pieno impatto delle politiche monetarie”. In pratica come mamma comanda picciotto risponde.

Salvatore Recupero

3 Commenti

Commenta