Roma, 31 dic —  Cattive notizie per gli allarmisti e i chiusuristi, ottime notizie invece per tutte le altre persone che vorrebbero soltanto tornare a una vita normale, a dispetto di chiusure, distanziamento sociale e limitazioni varie: il Sudafrica è riuscito a superare il picco determinato dalla variante Omicron senza un particolare aumento dei decessi, tanto da aver deciso di eliminare il coprifuoco.

Il Sudafrica toglie il coprifuoco

La Presidenza dello Stato africano ha infatti comunicato che «sebbene la variante Omicron sia altamente trasmissibile, i tassi di ospedalizzazione sono stati inferiori rispetto alle ondate precedenti». Proprio in Sudafrica la variante ha fatto la sua prima comparsa, determinando vaste ondate di incertezza nella comunità scientifica internazionale e soprattutto tra governi e mezzi di comunicazione, con questi ultimi assai spesso impegnati a descrivere la variante come «variante del terrore» in assenza di riscontri oggettivi.
Gli indicatori della sanità del Sudafrica indicano chiaramente che il picco è stato raggiunto e superato senza particolari problemi, tanto da aver determinato, come detto, l’importante misura della revoca del coprifuoco e di altre misure limitative della libertà.

«È stato rilevato un aumento marginale dei decessi in tutte le province», si legge ancora nella nota. I contagi sono scesi di quasi il 30% la scorsa settimana (89.781), rispetto alla settimana prima quando essi erano 127.753). A diminuire anche i ricoveri ospedalieri che hanno fatto rilevare tassi di decrescita in ben otto province su nove. L’organismo al vertice del sistema sanitario sudafricano in questa fase pandemica emergenziale, il National Coronavirus Command Council, monitorerà l’evolversi della situazione nei prossimi giorni, per decidere come modulare le misure di distanziamento sociale e verificare se la pressione ospedaliera dovesse subire eventuali aumenti. Omicron sin dalla sua comparsa ha destato grande preoccupazione per la sua capacità di mutare e di resistere ai vaccini, anche se col passare dei giorni la sua sintomatologia sembra consolidarsi in una chiave decisamente leggera. Identificata per la prima volta in Botwsana e proprio in Sudafrica alla fine di novembre, secondo dati dell’OMS la variante si è poi diffusa in ben cento altri Paesi, tra cui, come noto, l’Italia.

Cristina Gauri

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