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SiriaDamasco, 16 mag – Forze armate statunitensi e britanniche sono entrate via terra nel sud della Siria. Le immagini, pubblicate dall’agenzia di stampa Smart News, mostrano infatti militari stranieri attraversare la regione di Tanf, una zona desertica nel governatorato di Homs. Secondo le fonti locali circa, come riporta Al Masdar News, circa 150 soldati americani e inglesi sono entrati in Siria insieme alle truppe del gruppo “ribelle” Yeish Mughawyr al-Thurah, legato al Free Syrian Army.

Le truppe angloamericane sono verosimilmente dirette verso la zona di Hamimah, a 90 km da Palmira e nei pressi della provincia di Deir Ezzor dove dal 2014 l’esercito di Assad resiste eroicamente all’assedio dell’Isis. Di fatto per la prima volta si hanno notizie certe di un ingresso da sud in Siria, vicino al confine con la Giordania, di truppe americane e britanniche. Il numero apparentemente risibile di 150 soldati non deve però trarre in inganno, considerando che sono di supporto a migliaia di ex jihadisti appartenenti oggi a gruppi più o meno legati al cosiddetto Esercito libero siriano.

L’obiettivo è quello di creare a sud una grossa sacca sul modello Idlib, un’area da sottrarre all’esercito regolare siriano che va da Golan all’Eufrate. Ma non solo, con l’appoggio assicurato da tempo ai curdi dell’YPG nel nord est della Siria e quello fornito al nuovo Free Syrian Army (per modo di dire nuovo, considerando che si tratta per lo più di ex jihadisti riciclatisi in gruppi di “ribelli moderati” meno compromettenti, per usufruire così dell’appoggio diretto di Washington), gli americani tentano così di arrivare a Raqqa, attraverso gli alleati sul campo, prima dell’esercito di Assad. Questo chiaramente permetterebbe loro di lanciare un messaggio chiaro al mondo: abbiamo sconfitto noi l’Isis. E’ ovviamente un gioco sporco, considerato che gli Stati Uniti finora hanno permesso di fatto il proliferarsi del jihadismo in Siria, così come sporca e puntuale come un orologio svizzero è arrivata proprio in queste ore l’ennesima fake news dei forni crematori che proprio stamani su questo giornale paventavamo essere un’altra scusa statunitense per giustificare un intervento militare.

Dividere la Siria, allontanando le truppe governative dal confine con la Giordania e dalle alture del Golan contese con Israele. E’ di fatto l’obiettivo principe degli Usa. Ma non è affatto detto che venga centrato, proprio in questi giorni infatti le truppe di Assad stanno intensificando i movimenti verso Deir Ezzor, dopo aver ripreso il controllo di alcune zone nei pressi di Damasco occupate dai terroristi.

 

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. non ci sono dubbi che gli usa non molleranno mai la siria almeno che putin trovi il modo di riportare gli usa allo loro guerre interne di secessione inducendo l’auto distruzione degli usa e trasformando l’arsenale usa in un bel carburante per l’auto distruzione dell’impero usa, non penso sia difficile basta pensare fuori dagli schemi e creare un pò di sfiducia interna verso il governo federale che in fondo in fondo non si e’ mai sopita….basta solo riattivarla…e farla esplodere………..

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