Roma, 19 mag – Che fine ha fatto la Cina? Nelle ultime settimane, al commentare la guerra in Ucraina predilige il silenzio. Non che il dragone asiatico sia mai stato troppo ansioso di proferir parole al riguardo, optando anzi per una sostanziale cautela distaccata, da remoto osservatore. A scuotere Pechino è più che altro il sommovimento nell’Indo-Pacifico – area peraltro cruciale nella partita globale in atto – e in particolare le mosse americane attorno a Taiwan.

L’accusa agli Usa

Di qui la nuova accusa agli Stati Uniti di insistere nel muoversi troppo con l’ex isola di Formosa e di andare “sempre più lungo la strada sbagliata”. Mosse che “porteranno sicuramente la situazione a un punto pericoloso“. E’ quanto affermato è Yang Jiechi, capo della diplomazia del Partito comunista cinese, durante una telefonata con il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan. Secondo Yang, le cui parole sono state riportate in una nota del ministero degli Esteri cinese, gli Stati Uniti dovrebbero “avere una chiara comprensione della situazione”. E “la Cina prenderà sicuramente un’azione decisa per salvaguardare la sua sovranità e i suoi interessi di sicurezza”, ha specificato.

Taiwan, la Cina è nervosa e avverte anche l’Ue

L’avvertimento di Pechino può senza dubbio rientrare nella schermaglia diplomatica in atto ormai da tempo, accentuata dall’inizio della guerra in Ucraina.

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Ma non è l’unico monito delle ultime ore, perché la missione cinese arrivata oggi a Bruxelles ha fatto sapere subito che Pechino “non è disposta a fare compromessi” su Taiwan, sollecitando nuovamente l’Ue a non intrattenere scambi ufficiali con Taipei. La Repubblica popolare si oppone a qualsiasi “accordo con connotazioni sovrane” stipulato tra “la regione taiwanese” e altri Stati. “Non si tratta di una questione commerciale, ma di una questione politica seria, che costituisce il fondamento delle relazioni Cina-Ue”, puntualizza la missione cinese. L’Unione europea allora “non corra rischi, rispetti seriamente la sovranità nazionale della Cina e adempia ai suoi impegni politici con azioni concrete”.

Eugenio Palazzini

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