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New York, 8 mag – A volte la legge del contrappasso funziona in maniera curiosa, o forse è perfetta. È questo il caso di Eric Schneiderman, procuratore generale di New York. Anti-trumpiano convinto e incallito, Schneiderman si era distinto per aver fatto causa al produttore cinematografico Harvey Weinstein, travolto dall’ormai celebre scandalo di abusi sessuali ai danni di numerose attrici. Il procuratore newyorkese, per non farsi mancare nulla, aveva anche aderito a #MeToo, il movimento contro le molestie sessuali e gli abusi sulle donne. Ora, però, è il prode Schneiderman a finire alla sbarra degli accusati: quattro donne sostengono infatti di aver subìto violenza fisica dal procuratore di New York. Il quale si è trovato costretto a dare le dimissioni.
Due di queste donne, Michelle Manning Barish e Tanya Selvaratnam, hanno affermato al New Yorker di essere state malmenate e minacciate di morte da Schneiderman ai tempi della loro relazione con l’ormai ex procuratore generale della Grande Mela. La Velvaratnam aggiunge inoltre che Schneiderman l’avrebbe avvertita che sarebbe stato in suo potere farla pedinare o far intercettare i suoi telefoni. Sempre secondo la Velvaratnam, Schneiderman avrebbe minacciato di ucciderla qualora la donna avesse rotto con lui. Tuttavia, a causa del potere del procuratore, nessuna di loro si è mai rivolta alla polizia per denunciare gli abusi e le violenze, ma si sarebbero rivolte unicamente a un ospedale. In questo caso, i referti medici dovrebbero corroborare le loro parole.
Schneiderman ha replicato alle accuse tramite un suo portavoce, sostenendo di non aver mai minacciato le donne. Il procuratore, pur negando le violenze, nella sua difesa ha però dovuto ammettere di aver effettivamente partecipato a «giochi di ruolo e altre attività sessuali consenzienti». L’eco dello scandalo, tuttavia, lo ha costretto alle dimissioni, per cui ha fatto pressioni lo stesso Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York e influente membro del Partito democratico. Lo stesso in cui militava Schneiderman, che era proprio dato come possibile successore di Cuomo. Schneiderman, infatti, si era costruito la sua carriera politica in qualità di senatore dello stato di New York dal 1998 al 2010, prima di diventare procuratore generale. Attivissimo da sempre per i diritti delle donne, Schneiderman si stava profilando come uno dei più accesi oppositori del presidente Donald Trump. Ora però lo scandalo denunciato dal New Yorker potrebbe porre fine alla sua carriera.
Vittoria Fiore

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