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Roma, 17 apr – Dopo la fuoriuscita della Gran Bretagna dall’Ue, in molte nazioni europee il tema dell’«exit» è assurto al dibattito. Questo a dimostrazione della crescente impopolarità di un’istituzione che si è dimostrata incapace di dare risposte ai problemi reali dei cittadini. Colpisce il fatto che persino Germania c’è chi chiede a gran voce l’abbandono dell’euro (e dell’Unione). Circostanza che sorprende, visto che i tedeschi sono tra quelli che più hanno guadagnato tantissimo dalla moneta unica. Ciò a significare che anche in terra teutonica non tutti sono soddisfatti da questa situazione.



La strategia elettorale di Afd per la “Dexit”

Ad avanzare la richiesta è Alternative für Deutschland, ai più noto come AfD. In una conferenza tenutasi a Dresda il 10 e 11 aprile scorsi, i delegati del partito hanno infatti approvato una mozione con la quale si impegnano a mettere al centro della loro campagna elettorale per le elezioni nazionali (previste a settembre) il tema della cosiddetta “Dexit”. Diversi i motivi per cui in molti, in Germania, sono insoddisfatti dell’attuale situazione.

L’essere la nazione guida dell’Ue ha portato molti vantaggi. Purtuttavia, allo stesso tempo, ha significato che i cittadini tedeschi debbano pagare di più per contribuire al bilancio comunitario. Con il varo del Recovery Fund, la situazione è se possibile ulteriormente peggiorata. Anche se buona parte di queste risorse giungeranno alle diverse nazioni sotto forma di prestiti, i contribuenti di Berlino sono tra quelli che dovranno impegnarsi maggiormente alla sua dotazione.

Non è un caso che proprio da uno dei fondatori (anche se poi allontanatosi dal partito) di AfD, l’economista Bernd Lucke, sia partito il ricorso alla corte di Karlsruhe. Il quale, al momento, ha bloccato la ratifica del piano. Ancora non sappiamo quale sarà la decisione finale, per ora l’approvazione da parte della Germania è però sospesa. E senza di essa il Recovery non può nemmeno partire.

Anche se ultimamente ha perso qualche punto di consenso, con una popolarità dell’11% a livello nazionale (e più alta nei lander orientali), AfD rimane il principale partito di opposizione. Non è quindi del tutto impensabile che, nei prossimi anni, questo impegno a favore della “Dexit” non possa portare ad un incremento della sua base elettorale.

Giuseppe De Santis

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