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Boufarik, 11 apr – Un aereo militare di fabbricazione russa si è schiantato in Algeria, nei pressi dello scalo militare di Boufarik, a 30 chilometri dalla capitale Algeri. Si temono 200 morti, almeno così ha riferito una fonte militare all’emittente locale Al-Hadath.
A bordo la maggior parte dei passeggeri erano militari. L’aereo infatti, un Ilyushin Il-76, stava trasportando decine di truppe militari e si stava dirigendo verso la città algerina di Bechar nell’ovest del Paese.
Ancora ignote le cause dello schianto, che nel caso in cui venisse confermato il bilancio di 200 morti sarebbe il più grave incidente nella storia dell’aviazione militare algerina. Secondo quanto riferisce il sito ‘Dernieres Infos ‘Algerie’, per le operazioni di soccorso sono stati mobilitati 130 uomini della protezione civile, 14 ambulanze e 10 camion.
L’incidente si è verificato subito dopo il decollo, quando in Algeria erano le 8 di mattina, e in Italia le 9. Lo schianto, che si è verificato sull’autostrada, ha provocato un enorme incendio. Alcuni testimoni hanno riferito che uno dei motori è andato a fuoco subito dopo il decollo.
Altri incidenti aerei dal bilancio pesante si sono verificati in Algeria, nessuno però è stato mai della portata di quello che stamattina si è verificato a Boufarik. Nel 2003 un jet di Air Algerie si è schiantato poco dopo il decollo da Tamanrasset: morirono 102 persone. Nel 2012 un aereo da trasporto militare CASA C-295, che trasportava un carico di carta per la stampa di banconote in Algeria, si è schiantato nel sud della Francia: morirono i cinque soldati a bordo insieme a un rappresentante della banca centrale algerina. Un mese più tardi due jet militari che conducevano operazioni di addestramento di routine si sono scontrati a mezz’aria vicino a Tlemcen, nel nord-ovest dell’Algeria, uccidendo i piloti di entrambi gli aerei. E nel 2014 più di 70 militari fuori servizio, insieme alle loro famiglie, sono stati uccisi quando un aereo C-130 si schiantò contro la montagna di Djebel Fertas poco prima di atterrare nella città settentrionale di Costantina.
Anna Pedri

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