Bogotà, 4 apr – L’alluvione che ha colpito la provincia di Putumayo in Colombia domenica scorsa ha causato una gigantesca colata di fango che ha letteralmente sepolto villaggi e cittadine causando, almeno per il momento, 262 morti accertati. Il Presidente colombiano Santos ha oggi dichiarato lo “stato di emergenza economica, sociale ed ecologica” per tutto il territorio nazionale dirottando circa 40mila milioni di pesos (13,9 milioni di dollari) per “far fronte a questa priorità umanitaria”.
Intanto il conteggio dei morti continua ed è sicuramente destinato a salire, come sostiene anche la Croce Rossa, andando ad esaurirsi la finestra delle 72 ore di tempo necessarie per avere qualche speranza di trovare ancora qualcuno vivo sotto il fango ed i detriti che hanno sommerso le valli della regione del Putumayo: l’inondazione è avvenuta a seguito di intense precipitazioni che hanno colpito la Colombia sud orientale nel passato fine settimana che hanno innalzato bruscamente le acque del fiume Mocoa e di tre dei suoi tributari, causando l’onda di piena che ha devastato l’intera regione. Al momento la macchina dei soccorsi si è attivata nonostante le difficoltà date dalla geografia della regione: più di 1100 soldati e 40 tonnellate di aiuti sono giunti a Mocoa e nelle zone colpite dal disastro, ed altri ancora sono in arrivo.

Paolo Mauri