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Washington, 3 mar – Ad Amazon possono essere rimproverate molte cose: il trattamento dei propri dipendenti, la censura di tutto ciò che non è politicamente corretto, la concorrenza sleale ai piccoli commercianti, il mancato pagamento delle giuste tasse nelle nazioni estere in cui opera. Insomma, il colosso di Jeff Bezos è criticabile da moltissimi punti di vista. Ma il «nazismo», ecco, questo proprio no. Bufala? Neanche per sogno. Ha fatto il giro del mondo la notizia per cui il nuovo logo di Amazon assomiglierebbe nientemeno che… ad Adolf Hitler!

Amazon e i baffetti di Hitler

Praticamente tutti voi conoscerete il logo dell’azienda di e-commerce: una freccia che disegna un sorriso. Il problema è che, lo scorso gennaio, Bezos ha deciso di apportare una piccola modifica a uno dei loghi più riconoscibili del pianeta: al posto del carrello celeste, la nota freccia è stata messa su uno sfondo color cartone (con chiara allusione ai pacchi), mentre in celeste è stata messa una linguetta con una linea spezzettata per simboleggiare l’adesivo che serve a imballare le spedizioni. Insomma, l’obiettivo era quello di lanciare un logo più minimalista. Peccato solo che, ai soliti disagiati del web, quella linguetta celeste abbia ricordato i baffetti di Hitler, tanto che Amazon è stata accusata di «fascismo».  

Di disagio si può anche morire

Stando alle rimostranze del «popolo del web», in pratica, il nuovo logo di Amazon sarebbe di fatto Hitler che sorride. In tempi normali, la questione sarebbe stata derubricata a «notizia di costume» e archiviata nel cassetto «aprire solo per farsi due risate». Eppure la bufera che si è scatenata in rete ha spinto Amazon, una delle aziende più ricche del globo, a modificare ulteriormente il proprio logo. Al posto della linea spezzettata, giudicata «nazista», ecco che è stata messa un’innocua linea retta. Tanto per non sbagliarsi, il rettangolo superiore ha un angolino rialzato, come a dire che il pacco è pronto per essere aperto. E vissero tutti felici e deficienti.

Elena Sempione

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