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Roma, 13 apr – Gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la loro presenza militare in Germania, inviando altri 500 soldati. Ufficialmente, stando a quanto dichiarato dal Segretario della Difesa Lloyd J. Austin III, l’obiettivo di Washington è garantire una maggiore difesa dell’Europa. “Queste truppe rafforzeranno la deterrenza e la difesa in Europa”, ha detto Austin dopo aver incontrato la sua controparte tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer. “Aumenteranno le nostre capacità di prevenire i conflitti e, se necessario, di combattere e vincere“. Il Segretario americano non ha comunque delineato la missione specifica delle truppe aggiunte, dicendo solo che il cambiamento “creerebbe più spazio, più cyber e più capacità di guerra elettronica in Europa“.

I soldati americani in Germania

Ma a quali ipotetici conflitti si riferisce Austin e chi sarebbero esattamente i nemici da contrastare? Facciamo un necessario passo indietro per comprendere bene la mossa americana. I primi di giugno dello scorso anno, Donald Trump ordinò il ritiro di circa 9.500 soldati Usa dalla Germania entro settembre. Più o meno un quarto del totale dei militari a stelle e strisce presenti nel territorio tedesco. L’allora presidente americano fissò poi un numero massimo di soldati Usa da impiegare in Germania: non più di 25mila. Fino a quel momento il piano di Washington ne prevedeva un massimo di 52mila.

La decisione di Trump non fu però dettata soltanto dall’annunciato disimpegno statunitense, ovvero dal progressivo ritiro di truppe da Europa, Afghanistan e Medio Oriente. Fu una scelta condizionata anche dagli screzi con Angela Merkel, stanca di farsi dettare l’agenda della difesa da Washington e di continuare a versare un cospicuo obolo alla Nato. Non a caso Trump, appena un mese dopo, andò su tutte le furie e programmò il ritiro di altri duemila uomini dell’esercito Usa dalla Germania. “Stiamo riducendo” le truppe Usa in Germania, disse Trump, perché il governo della Merkel “non paga i conti” dell’Alleanza atlantica. “Si avvantaggiano di noi nel commercio e si avvantaggiano di noi nell’esercito. Sono dei delinquenti”, tuonò il tycoon.

La Russia e le ombre americane

Ora Joe Biden decide di stracciare il piano della precedente amministrazione americana. A riprova che un presidente dem alla Casa Bianca non è sinonimo di pacifismo, così come la vulgata del presidente repubblicano guerrafondaio è spesso fuorviante. E’ d’altronde cosa ormai nota e la storia del Novecento insegna. Ma come mai Washington ha deciso proprio adesso di spedire altri 500 soldati in Germania? Non è difficile pensare che una delle principali ragioni sia il rapporto incrinato con la Russia, che nel frattempo ha inviato truppe ai confini con l’Ucraina. Nel riportare l’annuncio di Austin, il New York Times sottolinea come per gli Usa sia necessario adesso “estendere” la propria “ombra” in un momento in cui “l’Europa è sempre più a disagio per i movimenti delle truppe russe”. Più che altro a disagio sembrano essere gli Stati Uniti, che rischiano di spingere sull’acceleratore di un conflitto che nessun Paese europeo intende innescare. Nessuna ombra, please.

Eugenio Palazzini

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