Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 16 apr – Arriva il coronavirus e il mondo si ferma. Tutti a casa per il blocco imposto dalle misure anticontagio; e a risentirne, oltre all’economia e alla produttività, arrivano anche gli zoo tedeschi, che senza clienti si trovano in gravi difficoltà economiche e che in questi giorni hanno lanciato il loro grido di allarme con una proposta-provocazione che farà sicuramente inorridire gli animalisti: “Dovremo iniziare ad ammazzare animali per sfamarne altri”. Lo ha dichiarato Verena Caspari, direttrice dello zoo di Neumünster, al Süddeusche Zeitung.



Casse vuote

Sono i biglietti pagati dai visitatori a mantenere la struttura operativa. E ora, con le misure di distanziamento sociale e le limitazioni delle libertà individuali in vigore anche in Germania, le casse dei giardini faunistici risultano drammaticamente vuote. Solo questi fondi, spiega la direttrice, permettono il mantenimento degli animali. Che non si esaurisce nelle spese legate alla nutrizione: vi sono anche le parcelle veterinarie e il costo degli operatori impiegati nella struttura. Se non arriveranno aiuti pubblici, la direzione sarà costretta ad eutanasizzare alcune delle specie ospitate e farne del mangime per sfamare le altre rimaste. 

Black Brain

“Abbiamo fatto un elenco di quali animali dobbiamo macellare per primi“, le cui carni verranno poi somministrate agli altri, ha spiegato la Caspari. Un’extrema ratio, certo; oppure andrebbe considerato il trasferimento di alcuni degli animali in altre regioni in cui l’emergenza è meno grave. Ma la prima difficoltà è la chiusura dei confini. E lo spostamento di alcuni animali di grande stazza risulta impossibile. C’è Vitus, ad esempio, il più grande orso polare della Germania ospitato a Neumünster, lungo circa 3,60 metri. “Se le cose si faranno davvero difficili qui, non posso semplicemente infilarlo in una scatola e trasportarlo altrove.” Non si può nemmeno metterlo in un’altra gabbia di zoo con animali della stessa specie. “Non è un pony, che puoi spostare in una stalla di asini. È un grande predatore e richiede un ecosistema particolarmente adeguato.”

Le prime a morire sarebbero le foche

Un altro problema, prosegue la Caspari, è la cura di animali la cui alimentazione è costituita prevalentemente da fauna ittica, come foche e pinguini. Se anche venissero macellati altri animali dello zoo per produrre mangimi, queste specie non potrebbero comunque essere alimentate. Ed è quindi probabile che queste specie dovrebbero essere sottoposte per prime ad eutanasia. 

Servono fondi pubblici

Al grido d’allarme della Casperi  fa eco quello di Jörg Junhold, il presidente dell’associazione dei giardini zoologici, che ha richiesto un programma di fondi pubblici per 100 milioni di euro per far fronte all’evenienza. Le donazioni, purtroppo, non sono sufficienti. Alla richiesta di aiuto si unisce Tim Schikora, direttore dello zoo di Schwerins, in un’intervista a Die Welt.

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Sarebbe opportuno che i veterinari e il personale dello zoo rinunciassero per un periodo di tempo a il loro salario invece di uccidere gli animali.Inoltre da un punto di vista etico chi decide quale animale dello zoo ha piu diritto di vivere rispetto ad altri.
    Comunque, questo conportamento poteva venire solo da un paese come la Germania.Loro sono sempre stati bravi a decidere quale persona o paese fosse piu importante di altri.Lo abbiamo visto anche nell’atteggiamento della Grrmania verso l’emergenza covid19 in Italia.

  2. Ma è uno schifo! Prima li catturano, li allontanano dal loro habitat naturale, poi ora che non “producono” più si pensa di eliminarli. L’uomo :la bestia peggiore del pianeta.

  3. Prima ci lucrano sopra e poi vogliono ammazzarli. Veramente è l’uomo l’unica bestia vivente. Perché non si ammazzano loro così che gli animali possano sfamarsi?

Commenta