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Oviedo, 16 apr – E’ morto per coronavirus lo scrittore cileno Luis Sepulveda. Era ricoverato da fine febbraio in ospedale a Oviedo, in Spagna, dopo aver contratto l’infezione. A dare la notizia il quotidiano El Pais. Nato nel 1949, l’autore de La gabbianella e il gatto era stato naturalizzato francese. Giornalista, sceneggiatore, regista ma anche attivista per i diritti civili nel suo Paese, aveva lasciato il Cile dopo l’incarcerazione subita da parte del regime di Augusto Pinochet.

Il 29 febbraio la conferma del contagio

Il settantenne scrittore cileno, residente in Spagna, a febbraio aveva presentato i primi sintomi da Covid-19 due giorni dopo il rientro da un festival letterario a Povoa de Varzim, in Portogallo. Il contagio è stato confermato il 29 febbraio dalle autorità sanitarie delle Asturie. Nell’ottobre del 2019 Sepulveda era stato ospite in Italia dove aveva partecipato allo Zacapa Noir Festival a Milano e dove aveva festeggiato i settant’anni con un evento pure a Milano, organizzato da Guanda, suo storico editore.

La carriera e il successo in Italia

Lo scrittore, dopo la scarcerazione in Cile, ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, è andato a vivere in Spagna, nelle Asturie, dove è morto. Autore di libri di poesia, “radioromanzi” e racconti – oltre allo spagnolo, sua lingua madre, parlava correttamente inglese, francese e italiano – ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Molto amato, in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali il suo titolo più famoso: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare del 1996. Dal libro è tratto il film di animazione La gabbianella e il gatto (1998) di Enzo D’Alò. Lo stesso Sepulveda partecipò al doppiaggio italiano nel ruolo del poeta.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. Ogni anno decine di migliaia persone muoiono per malattie polmonari e i numeri sono sempre gli stessi.Ovviamente un vaccino non servirà a niente dato che i virus mutano continuamente e sono migliaia mentre un vaccino”protegge” solo da un ceppo anche se aumenta del 35% la possibilità di infettarsi con altro virus!
    dal sito di maurizioblondet;
    titolo;COLAO ARRIVA COME GAULEITER . DI BILL GATES
    “….Vaccino digitale universale”: …. il piccolo tatuaggio invisibile,ma elettronicamente leggibile, con le informazioni su ciascuno di noi, che Gates ha pagato per far mettere a punto. Non gli importa nemmeno più di fingere di volerci inoculare un vaccino contro il corona; qualunque vaccino va bene, l’importante è che le autorità degli Stati obblighino per legge ad avere il vaccino – in realtà il certificato digitale tatuato – per poter uscire a lavorare ed essere liberato dalla reclusione sanitaria.”

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