Barcellona, 18 ago – C’è anche un italiano tra le vittime dell’attentato di matrice islamista che ha insanguinato Barcellona nel pomeriggio di ieri. Si tratta di Bruno Gulotta, 35 enne di Legnano, che si trovava in vacanza a Barcellona con la famiglia: sua moglie e due bambini, un maschietto di 6 anni e una bambina di 7 mesi che al momento dell’attentato era nel passeggino. Gulotta lavorava per una ditta informatica, la Tom’s Hardware, che ha pubblicato sul proprio sito web il necrologio, confermando così la morte. Oltre all’unico italiano rimasto ucciso nell’attentato ci sarebbero altri tre connazionali feriti.

Quello sulla Rambla è l’attentato più grave che ha ferito la Spagna dai tempi di Atocha. Era il 2004, quando le dieci bombe poste sui treni nelle stazioni di Madrid fecero 192 morti. Ma oltre all’attentato di Barcellona, anche la cittadina turistica di Cambrils, in Costa Brava, è finita nel mirino dei terroristi. E l’attentato, che solo grazie ai Mossos, i poliziotti catalani, non ha avuto conseguenze drammatiche, si ricollega a quello del pomeriggio sulla Rambla. Ci sarebbe stato un unico piano con attentati esplosivi.

Il copione è stato lo stesso degli ultimi attentati che hanno sconvolto l’Europa negli ultimi anni. Un furgone bianco è piombato sulla folla. Alcuni testimoni hanno riferito al quotidiano La Vanguardia che il mezzo è entrato nell’arteria pedonale all’altezza di placa Catalunya, procedendo sulla Rambla per circa 600 metri, guidando a zig zag. Il furgone è poi andato a sbattere contro uno dei chioschi di Pla de la Boqueria. La modalità è stata la stessa di Nizza, Berlino, e di tutti gli altri attentati recenti. Anche la rivendicazione è stata la stessa: l’Isis.

Due mesi fa la Cia avvertì che le Ramblas erano nel mirino dei terroristi, e già da tempo la polizia sta compiendo blitz volti a smantellare le reti de terrore. Solo nel 2016 sono stati arrestati 69 jihadisti, e da gennaio a giugno 2017, altri 29. Secondo il quotidiano El Pais la Spagna sta tenendo d’occhio circa 1000 individui. 259 persone sono sotto inchiesta ben 259 e oltre 500 telefoni sono intercettati per timore di attentati. Nonostante questo ieri il terrorismo ha colpito ancora. Moltissimi turisti hanno lasciato la città e in Catalogna sono stati proclamati tre giorni di lutto.

Anna Pedri

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