Roma, 24 mar – Il collettivo di hacker Anonymous ha annunciato stamani di aver “violato la banca centrale russa” e che “entro 48 ore verranno rilasciati più di 35.000 file con accordi segreti“.

Anonymous attacca la Banca centrale russa

Nel profilo Twitter riconducibile ad Anonymous, gli hacker spiegano tuonano contro le aziende internazionali che continuano a lavorare con la Russia. “Alle società che continuano ad operare in Russia: interrompete immediatamente la vostra attività” per mostrare la vostra solidarietà nei confronti delle “persone innocenti che vengono massacrate in Ucraina”. Per chi continua a operare in Russia “il tempo sta finendo. Non perdoniamo. Non dimentichiamo”, scrive il collettivo di hacker.

Dal primo giorno di guerra in Ucraina, Anonymous ha già hackerato diversi siti di società che continuano a operare in Russia, ad esempio la Nestlè, che poi ha ridotto il suo volume di attività. Lo stesso collettivo ha preso di mira alcuni siti governativi di Mosca. Insomma non è il primo attacco sferrato contro i russi, ma potrebbe essere il più pesante. La Banca Centrale russa, nel frattempo, ha smentito di aver subito attacchi ai sistemi informatici, ma come riportato dalla Tass sta valutando i rapporti su un possibile hackeraggio.

Perché non trema solo Mosca

Fin qui la cronaca, ma quali potrebbero essere le conseguenze? Se davvero entro due giorni Anonymoys pubblicherà questi documenti, come ha annunciato, si tratterebbe di uno dei leak più rilevanti diffusi dall’inizio della campagna di hackeraggio contro la Russia. A tremare però non sarebbe soltanto il Cremlino, ma anche tutte quelle società occidentali che lavorano con Mosca. Gli “accordi”, anche quelli segreti ovviamente, non si fanno d’altronde da soli. E di mezzo potrebbero esserci anche altri attori sin qui rimasti nell’ombra. Se l’intenzione dichiarata dal collettivo di hacker è quella di danneggiare il più possibile la Russia, non è detto insomma che non possa generare terremoti anche altrove. Molto dipenderà anche dai “tipi” di file che eventualmente verranno resi pubblici. Potrebbe poi esserci una reazione russa, con hackeraggi incrociati tipici della cyberwar, peraltro già in atto.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Magari craccare i server #OMS per saperne di più sulla vera origine delle pandebufale che da decenni (2009 AH1N1) ci propinano?

    Solo un suggerimento eh, nessuna istigazione a delinquere vistro che introdursi abusivamente in sistemi altrui senza autorizzazione è reato quindi Anonymus non è un gruppo di Hackers ma di Crackers (giusto per chiamare le cose con il proprio nome)

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