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Portland, 1 set – Ha 48 anni, una figlia di 11 e sui social si definisce un antifascista; a metà giugno scriveva sulla sua pagina Instagram: «Sono 100% antifa fino in fondo! Sono disposto a combattere per i miei fratelli e sorelle!». E’ Michael Forest Reinoehl, l’uomo su cui la polizia di Portland sta investigando per l’omicidio di Aaron Jay Danielson, il sostenitore del gruppo nazionalista Patriot Prayer ucciso con un colpo di arma da fuoco al petto sabato sera durante una manifestazione nel centro della capitale dell’Oregon. Secondo quanto riportato la Oregonlive la sera prima dell’omicidio Reinoehl aveva partecipato a una protesta Black Lives Matter davanti alla casa del sindaco Ted Wheeler, portandosi anche la figlia di appena undici anni, armata di una mazza da baseball.  

Reinoehl, che ha il pugno simbolo del Black Lives Matter tatuato sul collo, indossava lo stesso gilet di colore chiaro che appare anche nei video e nelle foto girate sulla scena della sparatoria mortale, avvenuta intorno alle 21:00 di sabato. Un famigliare di Danielson ha anche identificato Reinoehl in uno dei video, proprio mentre si allontana dalla scena del crimine.

La polizia non ha effettuato arresti dopo la sparatoria. Un partecipante alla protesta di venerdì sera aveva riferito alle forze dell’ordine di aver visto Reinoehl, privo di mascherina, presentarsi con sua figlia. Dopo aver partecipato al sit in sotto casa del sindaco i due erano tornati a casa, nei North Park Blocks. Alcune persone lo avevano seguito, fotografandolo mentre lasciava la zona. La presenza della bambina alle manifestazioni Black lives matter non sarebbe una novità: «Porto con me mia figlia perché sto cercando di darle un’istruzione», aveva detto in un video risalente al 27 luglio e pubblicato da Bloomberg.

Il 5 luglio scorso Reinoehl era stato anche accusato di possesso illegale di arma carica e resistenza all’arresto avvenuta in una precedente protesta a Portland. Inspiegabilmente le accuse erano state ritirate il 30 luglio. Non solo: è anche ricercato per mancata comparizione in seguito ad un arresto, avvenuto nella contea di Baker, risalente all’8 giugno in un caso di corse clandestine che ha coinvolto suo figlio di 17 anni nell’Oregon orientale. Reinoehl era accusato di guida sotto di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi e guida con patente sospesa e senza assicurazione. Sua figlia, allora 11enne, era con lui nella sua Cadillac in corsa in quel momento, ha riferito la polizia di stato.

Cristina Gauri

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