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Roma, 1 set – Due morti e sette persone ferite. E’ il tragico bilancio dell’ultimo bombardamento israeliano che ha colpito Damasco. L’attacco è avvenuto alle 22:40 di ieri sera e stando a quanto riferito dall’agenzia siriana Sana le difese aeree dell’esercito arabo “hanno affrontato l’aggressione e abbattuto la maggior parte dei missili prima che raggiungessero i loro obiettivi”. I raid di Tel Aviv sono avvenuti nella parte meridionale della capitale siriana e stando stando sempre a quanto riferito dall’agenzia Sana – che cita una fonte militare – sarebbero partiti da un punto a nord delle alture del Golan occupate da Israele. Verosimilmente dalla zona del Monte Hermon, un massiccio a cavallo tra del confine tra Siria e Libano.

Gli obiettivi che Israele intendeva centrare erano alcuni siti militari. “Il sobborgo meridionale di Damasco è stato sottoposto all’aggressione aerea israeliana. La nostra difesa aerea sta respingendo una serie di attacchi missilistici“, ha rivelato l’esercito di Damasco durante i raid. Molti video amatoriali e pubblicati sui social documentano il bombardamento, uno dei tanti avvenuti durante l’estate.

Dall’inizio del conflitto siriano, Israele ha violato centinaia di volte la sovranità territoriale della Repubblica araba, spesso evitando di commentare i raid e senza ricevere particolari condanne a livello internazionale.

Il silenzio di Tel Aviv

Anche stavolta, come precisato dal Times of Israel, “le forze di difesa israeliane non hanno commentato gli attacchi effettuati, in conformità con la propria policy”. E stando sempre a quanto confermato dal quotidiano di Tel Aviv: “Israele ha lanciato centinaia di attacchi in Siria dall’inizio della guerra civile nel 2011. Ha preso di mira truppe governative, forze iraniane alleate e combattenti del gruppo terroristico sciita libanese Hezbollah”, ma “raramente conferma i dettagli delle sue operazioni in Siria”. Già, si limita a tirare missili su coloro che ama definire “terroristi”, gli stessi che in territorio siriano hanno combattuto e continuano a combattere l’Isis.

Eugenio Palazzini

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