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Cagliari, 1 set – La narrazione allarmistica giallofucsia, amplificata dai media filogovernativi, dell’aumento dei contagi dovuto alle vacanze in Sardegna, alla movida e alle discoteche dell’isola, ha inflitto un duro colpo al turismo, già in crisi per via della serrata generale anti-coronavirus. E adesso il governatore della Sardegna Christian Solinas chiede i danni. Infatti ha dato mandato ai legali della Regione di valutare il danno reale della campagna mediatica scatenata dopo i contagi nell’isola a ridosso di Ferragosto. A confermarlo è il vicepresidente della Giunta regionale di centrodestra, Alessandra Zedda (FI), sottolineando che purtroppo “continuano ad arrivare disdette e soprattutto si è rappresentata una situazione di assoluta falsità”.

“Allarmismo infondato ha compromesso settembre”

“L’allarmismo infondato che alcuni hanno procurato sul fronte Covid – spiega Zedda – ha compromesso il settembre turistico“. La prima forza politica a proporre i risarcimenti era stata la Lega. Intanto il presidente del Consiglio regionale Michele Pais sta lavorando a un ordine del giorno, che mostrerà ai capigruppo prima della seduta dell’Aula, sugli attacchi subiti dalla Sardegna.

Allarme Federalberghi: “Oltre a cancellazioni, ora prenotazioni ferme”

Il danno economico è enorme, visto quanto è importante il turismo per l’isola. Nei giorni scorsi il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo Manca ha lanciato l’allarme: a causa del “trambusto mediatico”, “la richiesta di Sardegna da parte dei turisti è calata”. Le notizie riguardo i nuovi focolai di coronavirus “purtroppo hanno causato una serie di cancellazioni“, con tanto di pratiche avviate per ottenere i rimborsi. “Ma la cosa più grave è che si è arrestato il flusso di prenotazioni. Stava crescendo per le prime settimane di settembre, ora si è cristallizzato”. Niente di più insensato perché, spiega Manca, “le strutture sarde hanno un livello di sicurezza altissimo, se guardiamo ad esempio il caso di Santo Stefano, solo una turista è risultata positiva, questo significa che i protocolli di sicurezza nei confronti dei clienti sono rispettati”. E poi le strutture ricettive “hanno spazi enormi, che offrono la certezza del distanziamento”.

Senza almeno il 35% delle prenotazioni stagione finirà prima del tempo

Sul fronte dei contagi, sebbene si parli di numeri assolutamente ridotti e non preoccupanti (meno di 800 casi totali), quello che pesa sul destino del turismo sardo è la previsione degli esperti schierati con il governo, secondo cui il picco arriverà proprio nei prossimi giorni. Un pronostico che purtroppo dissuaderà molti turisti a recarsi sull’isola a settembre. Sempre Manca fa presente che “ci sono tutte le condizioni per far capire che il clamore mediatico sulla Sardegna è ingiustificato e che nell’isola si può trascorrere una vacanza tranquilla e sicura, ma se non si raggiunge almeno il 35%” di prenotazioni per settembre, “molti alberghi saranno costretti a chiudere prima del tempo” come è già successo con le discoteche.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. […] Cagliari, 8 set – “La storia e’ semplice: in Sardegna il virus circolava pochissimo. Il governo ha bocciato il mio progetto per garantire ferie sicure a tutti e così i turisti hanno di fatto portato il Covid sull’isola, senza che nessuno li controllasse in partenza: si sono per lo più contagiati tra loro, e ora vengono rilevati al rientro a casa”. Va ancora all’attacco del governo giallofucsia il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, intervistato da Libero, sul picco di contagi registrato sull’isola ad agosto (in merito al quale il governatore intende chiedere i danni a Palazzo Chigi). […]

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