Roma, 14 giu – Il dossier sulla pedofilia che riguarda l’Istituto Provolo di Verona ha scatenato una vera e propria tempesta mediatica (e non solo) sul Vaticano. L’Istituto è diffuso in molti paesi al mondo, ed ha come missione quella di prendersi cura dei bambini sordomuti. Purtroppo, però, in Argentina la storia dell’Istituto va di pari passo con le denunce di abusi sessuali.

Indagini dal 2016

Nella provincia di Mendoza, nel paese sudamericano, un prete italiano che lavorava per l’Istituto Provolo verrà processato per reati legati ad abusi su minori. Il processo avrà inizio il 5 agosto, ma le indagini sui comportamenti dei prelati che erano anche insegnanti dell’istituto vanno avanti dal 2016. I preti imputati sono due: tutti e due sono accusati di aver approfittato della giovane età e della disabilità dei bambini di cui si sarebbe dovuti prendere cura per molestarli sessualmente. “Il prete italiano Nicola Corradi, il sacerdote Horacio Corbacho e un terzo uomo che ha lavorato all’istituto Provolo” dice l’avvocato delle giovani vittime “andranno sotto processo con l’accusa di avere abusato più di venti bambini”. 

Ma Papa Francesco sapeva

Tuttavia, a margine delle novità provenienti dall’argentina, L’Abuso (rete italiana delle vittime della pedofila) ha dato notizia che anche in Italia, presso la Procura della Repubblica di Verona,  due anni fa, era stato riaperto il caso. Proprio la Rete L’Abuso e l’Associazione sordi Provolo si erano mossi anche nei confronti di Papa Francesco, colpevole, a loro avviso, che non poteva essere all’oscuro di quanto succedesse a Mendoza poiché era arcivescovo e, dunque, sicuramente reso edotto dai misfatti compiuti da don Nicola Corradi. Nel 2014, l’Associazione sordi Provolo  partecipò ad un’udienza con il Papa, consegnando una missiva al Pontefice. Tale lettera conteneva, tra le altre cose, la lista dei preti accusati dai bambini sordomuti di abusi sessuali. E dopo tale comunicazione, il Papa “omise qualunque intervento, sia per  lui, che per gli altri nominativi. Due anni dopo infatti, quando la giustizia argentina arresterà don Nicola Corradi, lo troverà ancora al posto di direttore dell’istituto di Mendoza”. La pratica di insabbiare tutto ciò che riguarda gli abusi sessuali su minori in Vaticano, a quanto pare, è prassi comune – anche da parte del Papa “degli ultimi” che non manca mai di avere un pensiero per gli immigrati.

Ilaria Paoletti

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