Roma, 14 giu – Alla fine l’ex ministro Luca Lotti ha deciso di autosospendersi dal Partito Democratico in risposta alle pressioni subite dai colleghi di partito dopo il suo coinvolgimento nel mercato delle toghe che ha gettato nel caos le procure e ha travolto la magistratura e il Csm. Così Lotti ha comunicato la sua decisione al segretario Nicola Zingaretti su Facebook: “Ti comunico la mia autosospensione dal Pd fino a quando questa vicenda non sarà chiarita. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del Pd, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità”. La sua autosospensione era stata chiesta da alcuni dirigenti dem e aveva scatenato le ire, tra gli altri, di Carlo Calenda e Massimo Cacciari.


Lotti: “Sono innocente”

Lotti si difende: “La verità è una sola e l’ho spiegata ieri: non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente“. E ancora: “Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia? – aggiunge – Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che – anche grazie al mio gesto – il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente“.

Infine l’ex ministro va all’attacco dei dirigenti dem: “Apprendo oggi dai quotidiani che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del Pd. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati e fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto – a cominciare da una celebre seduta spiritica – in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese”.

Lo scandalo del mercato delle toghe

La bufera che sta travolgendo le procure e gettando nel caos il Consiglio superiore della magistratura bussava insistentemente alla porta del Nazareno da giorni. Lotti, coinvolto con tutte le scarpe nell’inchiesta sul mercato delle toghe che vede coinvolti numerosi membri togati del Csm e soprattutto l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, alla fine ha ceduto alle pressioni. Ora si faccia chiarezza su quanto avvenuto nelle cene con l’ex presidente di Magistratura Democratica Palamara, e con l’altro eletto del Pd, Cosimo Ferri.

Adolfo Spezzaferro

Commenta