Roma, 7 ott – Siamo davvero vicini all’Armageddon nucleare, come paventato da Joe Biden, oppure gli Stati Uniti stanno chiedendo alla Russia di sedersi al tavolo per riaprire i negoziati, come invocato da Anthony Blinken? Di sicuro, siamo di fronte a un doppio messaggio di Washington, che a ben leggere però potrebbe avere un unico obiettivo: la fine della guerra in Ucraina. Si potrebbe poi aprire una parentesi sulla parola “fine”, perché forse è più credibile un congelamento del conflitto dettato da iniziale cessate il fuoco, pericoloso perché lascerebbe in sospeso le rivendicazioni delle parti in causa, ma al contempo primo step verso la distensione. Leggiamo bene, allora, le parole di Biden, al netto di iperboli e forzature.

“Vicini all’Armageddon nucleare”: le parole di Biden 

“Non abbiamo affrontato la prospettiva dell’Armageddon dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili di Cuba”, ha detto il presidente Usa durante un evento di raccolta fondi del Partito Democratico a New York. Secondo il leader della Casa Bianca, Putin “non scherza” quando “parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, o di armi chimiche o biologiche, perché il suo esercito è, diciamo, significativamente meno capace”. Poi Biden ha aggiunto di non credere “che ci sia la capacità di (utilizzare) facilmente un’arma nucleare tattica e non finire con l’Armageddon”, Per questo “sto cercando di immaginare quale sia la via d’uscita di Putin“. Chiedendosi: “Dove trova una via d’uscita? Dove si vede in una posizione in cui non solo perde prestigio, ma anche un potere significativo in Russia?”. Quesito implicito: se pensiamo di aver stretto il pugile all’angolo, come possiamo evitare che decida di sferrare colpi bassi? La risposta sembra volerla dare Blinken, quasi in un costruito dialogo a distanza tra presidente Usa e segretario di Stato.

“Cercare soluzione diplomatica”: le parole di Blinken

Gli Stati Uniti sono pronti “a cercare una soluzione diplomatica con la Russia” sulla guerra in Ucraina, ha infatti detto Blinken, dal Perù, dove si trova in visita ufficiale. Il problema, secondo lo stesso segretario di Stato americano, “è che la Russia e il presidente Putin non hanno mostrato alcun interesse per la diplomazia”. Al contrario, a suo avviso, sia gli Usa che il presidente ucraino Volodymir Zelensky dicono da tempo che la guerra “può essere risolta solo attraverso la diplomazia”. Non è propriamente quello che dice davvero il presidente ucraino, è semmai quello che affermano ora a Washington. Auspicando che la storia sia maestra anche stavolta, e che davvero a un passo dalla follia nucleare si blocchi tutto. La crisi dei missili, evocata da Biden, questo dovrebbe insegnare.

Eugenio Palazzini

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