Roma, 7 ott – Il presidente americano Joe Biden in proncinto di graziare i condannati per possesso di marijuana. Ma il motivo della decisione è piuttosto bizzarro (per usare un eufemismo).

Biden e le condanne possesso di marijuana: “Discriminano i neri”

Come riporta Tgcom24, quindi, Biden sta per concedere la grazia ai condannati per possesso di marijuana, come testimonia un funzionario della sua amministrazione. Una scelta che animerà i dibattiti tra i due principali partiti statunitensi e che potrebbe avviare un percorso – soprattutto culturale – di legalizzazione delle droghe leggere, peraltro già in corso in quasi la metà degli Stati. Biden si è così espresso nel merito: “Come ho detto spesso durante la mia campagna presidenziale, nessuno dovrebbe essere in prigione solo per aver usato o posseduto marijuana. Mandare persone in prigione per possesso di marijuana ha sconvolto troppe vite e incarcerato persone per comportamenti che molti Stati non proibiscono più”. Ma il fulcro non può che essere – anche – l’onnipresente ossessione per il razzismo: “I bianchi e le persone di colore fanno uso di marijuana allo stesso modo, tuttavia le persone di colore sono state arrestate, processate e condannate in modo sproporzionato”.

Legge sulle droghe, i tentativi di depenalizzazione

Per il funzionario della Casa Bianca, la scelta di Biden dipenderebbe dal fatto che “le leggi sulla marijuana  non funzionano, è stato molto chiaro su questo e ha deciso di agire”. Lo stesso presidente, poi, chiede ai vari Stati dell’Unione di concedere sempre la grazia. Ma l’idea, in realtà, è quella – ancora una volta – di provare a depenalizzare le droghe leggere. Un tentativo già perseguito da Barack Obama nel 2013, ma “frenato” dalla presidenza di Donald Trump nel 2018. In ogni caso, la marijuana è già stata depenalizzata in 20 degli Stati oltreoceano, a “scopo ricreativo”.

Alberto Celletti

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