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Londra, 11 mag  – Una donna condannata per pedofilia crea un profilo Tiktok senza dirlo alla polizia per “fare amicizia” con gli adolescenti.

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La Ransom, condannata per pedofilia

La muratrice Serena Ransom, 26 anni, ha evitato la prigione nonostante abbia infranto i termini dei requisiti del registro dei criminali sessuali per quattro volte. La Ransom è stato inserita nel registro dei criminali arrestati per pedofilia e sottoposta a un ordine di prevenzione dei danni sessuali per dieci anni, dopo essere stata incarcerata per aver fatto dei succhiotti a due studentesse nel 2015.

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I crimini precedenti

La pedofila è già stata condannata per aver violato i termini altre due volte e ora è tornata sul banco degli imputati per una terza e quarta violazione. Le prime due violazioni hanno riguardato la creazione di un account Facebook  e per l’avvicinamento a un ragazzino in un centro commerciale a suo dire per “arruffargli i capelli” nonostante le sia proibito avvicinarsi ai bambini senza il consenso dei genitori.

Facebook e anche TikTok

Il procuratore Ian Mullarkey, ha affermato che il 14 ottobre dello scorso anno Ransom ha creato un profilo su TikTok. TikTok, come volti di voi sapranno, è un’app  destinata a utenti dai 13 anni in su, proprio la fascia di età ancora esposta alla pedofilia. Un mese prima, la donna aveva anche  trascorso la notte in una casa dove alloggiavano regolarmente dei bambini. E’ stata catturata solo dopo che un uomo, che sapeva del suo sordido passato, ha trovato il suo profilo TikTok e ha inviato uno screenshot alla polizia. Sono riusciti a risalire a lei dopo che l’ex marito della sua partner si è preoccupato che uno dei suoi figli avesse tentato di fare amicizia sull’app con una donna condannata per pedofilia.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. […] Sipas mediave të huaja, pedofilja e cila tashmë është dënuar për shkelje të kushteve dy herë të tjera dhe tani është përsëri në bankën e të akuzuarve për një shkelje të tretë dhe të katërt. Dy shkeljet e para kishin kishin të bënin me krijimin e një llogarie në ”Facebook” dhe për afrimin e një djali në një qendër tregtare për t’i “rregulluar flokët” pavarësisht se ishte e ndaluar t’u afrohej fëmijëve pa pëlqimin e prindërve. […]

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